Perdite vaginali in gravidanza
Durante la gravidanza, i vasi sanguigni vaginali e vulvari si dilatano, il flusso sanguigno aumenta, le ghiandole lavorano più del solito e le stesse pareti della vagina trasudano in abbondanza. La conseguenza di tutto ciò è la formazione dì un fluido lattiginoso, ricco di un tipo particolare di cellule che si sfaldano dalla mucosa; in pratica le normali perdite vaginali risultano molto più abbondanti del solito. Tutto questo, contrariamente a quello che molte donne temono, è del tutto normale e per niente preoccupante. Anzi, questa secrezione ha un particolare grado di acidità che mette automaticamente al riparo la vagina dalla maggior parte delle infezioni e infiammazioni. Se però, le perdite, oltre ad essere abbondanti, sono accompagnate da prurito o bruciore e hanno un cattivo odore, bisogna rivolgersi al ginecologo perché può trattarsi di una vaginite. Niente di preoccupante, ma è meglio curarla subito.
Verso la fine della gravidanza, le perdite possono essere così abbondanti che si può scambiare per una perdita la rottura precoce delle acque.
La cosa migliore, anche per evitare fastidiose irritazioni locali, è un'accurata igiene intima: oltre a cambiare quotidianamente la biancheria, è bene lavarsi tutte le volte che si va di corpo usando acqua tiepida e sapone a pH acido (lo si può chiedere in farmacia). Se fa caldo o le perdite sono molto abbondanti, ci si può rinfrescare più volte al giorno senza usare tutte le volte il sapone: basta un pò di acqua tiepida alla quale si possono aggiungere un pò di gocce di limone o un cucchiaino di aceto. Non bisogna, però fare lavande interne, altrimenti si corre il rischio dì eliminare la secrezione che, come si è detto, è un'efficace difesa antibatterica; in più c'è il pericolo di irritare la mucosa, già congestionata, e di stimolare il collo dell'utero.