Orario dei pasti in base alle necessità del bambino

Il vostro medico prescriverà l'orario dei pasti in base alle necessità del bambino: egli si regolerà sul suo peso, il suo appetito, la sua vivacità. I paragrafi che seguono trattano in generale tutto ciò che concerne gli orari.

I suggerimenti specifici sono per quei genitori che non possono andare regolarmente dal medico.

Che cosa significano regolarità e flessibilità

In passato i bambini erano tenuti a un orario rigido. Un neonato di peso medio era allattato alle ore 6, 10, 14, 18, 22 e 2, né prima né dopo, anche se era affamato. I medici non conoscevano bene la causa delle gravi forme intestinali che colpivano ogni anno decine di migliaia di lattanti, e le attribuivano non soltanto alla contaminazione del latte (durante l'imbottigliamento o nella preparazione della pappa), ma anche a errori nei componenti della pappa e a irregolarità di orario.

Medici e infermiere temevano a tal punto l'irregolarità dei pasti che la disapprovavano anche dal punto di vista psicologico, nella convinzione che avrebbe viziato il bambino. Così le madri ignoravano il bambino, tranne che all’ora del pasto; anche il baciarlo sembrava un grave errore. Questa rigidità dette buoni risultati con molti bambini. Quando facevano un pasto abbondante, resistevano per quattro ore, perché il sistema digestivo del lattante funziona così. Tutti siamo abitudinari, a qualsiasi età, e ci adattiamo facilmente agli orari.

Ma c'erano sempre bambini che avevano difficoltà ad adattarsi all'orario regolare nei primi due mesi, bambini il cui stomaco si ribellava all'intervallo di quattro ore, o che invece si addormentavano a metà pasto, bambini irrequieti o facili alle coliche, che piangevano disperatamente ogni giorno per lungo tempo. Ma medici e madri non osavano nutrirli fuori orario e neppure prenderli in braccio.

Era una sofferenza per i bambini ma ancor più per i genitori, che dovevano sforzarsi di non cedere, tappandosi le orecchie e che sarebbero stati felici di consolarli, ma era proibito. Non Si può immaginare com'è bello poter essere sciolti e non repressi, e seguire i propri istinti.

Tuttavia le gravi forme diarroiche quasi scomparvero, specialmente perché il latte veniva pastorizzato e si aveva maggior cura nel preparare la pappa che con l'aiuto del frigorifero si manteneva fresca più a lungo. Ma ci vollero anni prima che i medici provassero ad adottare una certa flessibilità riguardo agli orari; scoprirono così che questa non causava diarrea né indigestione, e non rendeva il bambino viziato.

I primi esperimenti di questo genere furono compiuti dal dottor Preston McLendon, uno psicologo, e da Frances P. Simsarian, una neomadre. Essi volevano scoprire quale tipo di orario un neonato avrebbe stabilito, se fosse stato nutrito al seno dalla madre ogni qualvolta mostrava di aver fame. I primi giorni il bambino non si svegliava di frequente, ma, proprio in coincidenza con la montata del latte materno, il bimbo cominciò a svegliarsi molte volte, circa dieci al giorno: questo nella seconda metà della sua prima settimana di vita. Verso le due settimane, il bimbo si era stabilizzato sulle sei o sette poppate al giorno, a intervalli, però, piuttosto irregolari. Quando il bimbo aveva circa dieci settimane, si stabilizzò da solo su un orario in cui tra ciascuna poppata c'era un intervallo di circa quattro ore.

Questo esperimento fu chiamato «autoregolazione del pasto» e questo termine è diventato ormai famoso; da allora, era il 1942, vi è stata una maggiore elasticità negli orari dei pasti, che ha avuto un effetto benefico sui genitori e sui bambini.

Interpretazioni erronee dell'autoregolazione

Ritengo però che vi siano stati alcuni equivoci. Alcuni giovani genitori, per essere moderni, cadevano nell'eccesso opposto, ossia allattavano il bambino ogni volta che si svegliava, e non lo svegliavano mai all'ora del pasto, come se stessero terminando un esperimento scientifico, o come se considerassero fondamentale l'irregolarità sistematica dei pasti.

Questo può andar bene se il bambino è tranquillo e digerisce bene, se la madre non deve preoccuparsi dei propri orari e non le importa di essere svegliata nel cuor della notte. Ma se il bambino è vivace e nervoso, può esigere un gran numero di pasti e i genitori dormiranno ben poco. Potrà anche capitare che a un anno continui a svegliarsi di notte per una o due poppate.

Ovviamente è un errore seguire il metodo dell'autoregolazione portandolo fino alle estreme conseguenze.

Se seguite questo metodo di autoregolazione, badare di farlo con equilibrio e di non considerarlo alla pari di un’opinione politica o religiosa.

Lo scopo principale dell'orario è di giovare non soltanto al bambino, ma anche ai genitori, che si potranno occupare di lui con più energie e serenità. Specialmente se la madre ha altre occupazioni a ore fisse, è opportuno che segua un certo orario, sia pure non rigidamente, cercando soprattutto di eliminare il pasto della notte, appena è possibile. Regolatevi ragionevolmente in modo che quello che va bene per lui lo sia ugualmente per voi, e viceversa.

Ora siete liberi di fare quello che volete riguardo agli orari, quindi sta a voi decidere e vedere quello che sembra più comodo per il bimbo e, naturalmente, anche per voi.

Se i genitori preferiscono nutrire il bimbo o la bimba seguendo degli orari irregolari per alcuni mesi, non c`è niente di male né per il neonato né per i genitori, se questi sono tipi che detestano gli orari e la puntualità. Se invece i genitori amano la regolarità e hanno altre cose da fare, è meglio che adottino un altro metodo. Il consiglio è che non si mettano in testa che più sacrifici fanno per il bambino meglio è per lui; oppure che, allo scopo di dimostrare a tutti i costi che sono dei buoni genitori, non arrivino a fare tutto il contrario di ciò che è più conveniente per loro. Questi atteggiamenti finiscono per creare, alla lunga, dei problemi.

Norme generali per l'orario

La cosa principale per i bambini è che non li lasciate piangere troppo a lungo quando hanno fame e vogliono mangiare. Non importa loro per niente di essere svegliati per una poppata dopo un intervallo di tre o quattro ore. Ogni neonato ha la tendenza a sviluppare abitudini regolari nell’alimentazione, e ciò avviene più rapidamente se i genitori guidino un po’ il bimbo o la bimba, affinché prenda certe abitudini.

Inoltre i lattanti tendono ad allungare l'intervallo tra i pasti, man mano che crescono. Quelli che pesano duemilatrecento - duemilasettecento grammi devono essere allattati ogni tre ore, quelli di tremilaseicento- quattromila grammi ogni quattro ore. A uno due mesi possono saltare il pasto della notte, fra i quattro e gli otto mesi passano a quattro pasti giornalieri, saltando così anche quello della sera.

Nell’acquisire queste abitudini, cioè poppate più regolari e meno frequenti, i bimbi o le bimbe possono essere grandemente influenzati dai metodi dei genitori. Supponiamo che una madre svegli sempre il suo bambino dopo quattro ore dall'ultimo pasto; in questo modo lo aiuta a stabilire un ritmo d’intervallo di quattro ore fra i pasti. Se, quando il bambino si agita un paio d'ore dopo l’ultimo pasto, essa lo culla per qualche minuto e lo lascia riaddormentare, o se, quando si mette a urlare a pieni polmoni, cerca di calmarlo con un sorso d'acqua o con un ciuccio, aiuta il suo stomaco a adattarsi a un intervallo più lungo. Se invece gli dà subito da mangiare, appena si agita, gli conserva l’abitudine di fare pasti piccoli a intervalli brevi.

Ogni bambino è diverso, nel modo di abituarsi a un orario di alimentazione: quelli mangioni, tranquilli, si abituano facilmente all'intervallo di quattro ore, mentre quelli molto irrequieti o che si addormentano mentre succhiano, hanno maggiore difficoltà a adattarsi. Con questi è più prudente non imporre subito una regola di orario rigido; regolatevi senza impazienza o perplessità, per arrivare a un ritmo di quattro ore di intervallo, anche un poco elastiche, senza scosse.

Suggerimenti specifici

Un neonato sano del peso di tremiladuecento - tremilaseicento grammi alla nascita, di solito può resistere tre ore e mezzo o quattro ore a stomaco pieno, e fare sei pasti all'inizio. Tenete presente, in linea di massima, il seguente orario: ore 6, 10, 14, 18, 22, 2, ma dategli da mangiare più presto se sembra affamato: un'ora prima se prende il biberon, due ore prima se è allattato al seno e l'afflusso del latte non è molto abbondante. Se dorme, quando si avvicina l'ora della poppata, potete svegliarlo. Non avete da insistere perché mangi. Se lo svegliare quattro ore dopo l'ultimo pasto, in pochi minuti sarà affamato. Ma supponete che si svegli mezzora prima della poppata. Non dovete nutrirlo subito appena si agita; non è sicuro neppur lui di aver fame. Ma, se dopo dieci o quindici minuti urla per la fame, non aspettate di più. Che accadrà dell'orario? Egli può colmare la differenza e dormire più a lungo prima del pasto successivo, e si rimette così in pari. Se non lo farà durante il giorno, probabilmente lo farà di notte. Se si sveglia sempre in anticipo, può darsi che non mangi abbastanza per resistere quattro ore. Allora, se è allattato al seno, potete attaccarlo più spesso, anche ogni due ore se ha molta fame, sperando che lo svuotamento più frequente del seno lo stimoli a produrre più latte nei giorni successivi. Quando mangerà di piu, a ogni singola poppata, potrà resistere più a lungo. Se è allattato artificialmente e prosciuga letteralmente i biberon e si sveglia sempre presto, consultate il medico per aumentargli la quantità di pappa.  

A quale distanza si deve dare un altro pasto?

Se un bimbo che di solito dorme quattro ore di fila, si sveglia dopo tre ore o tre ore e mezzo e sembra molto affamato, è bene dargli subito da mangiare. Ma supponiamo che si svegli un’ora dopo l'ultimo pasto. Se questo è stato abbondante,e’ poco probabile che abbia già fame. È possibile che sia stato svegliato da un`indigestione o da una colica; in tal caso non mi affretterei tanto a dargli da mangiare, perché ciò aggraverebbe l'indigestione. Si può tentare di fargli fare un ruttino mettendolo seduto e battendogli lievemente la schiena, o dargli un sorso d'acqua o la tettarella. Non potete essere sicura che si tratti di fame soltanto perché tenta di mangiarsi le manine o si attacca di buona lena al biberon. Molti bambini affetti da colica fanno tutt'e due queste cose. Sembra che il bambino non sappia distinguere fra dolori da colica e dolori da fame. Il bambino strilla o si lamenta non solo per fame. Se piange in ore strane, dovete studiare la situazione e discuterla col vostro medico.

Orari diversi

Potete usare altri orari, per l'intervallo delle quattro ore, invece del solito dalle sei del mattino alle due di notte? Certamente, se il bambino si presta. La sostituzione più comune è: ore 7, 11, 15, 19, 23 (con o senza il pasto delle tre di notte). L'unico inconveniente è che alcuni lattanti vogliono cominciare la giornata fra le cinque e le sei, a qualunque ora abbiano avuto il pasto della notte. Una volta tanto capita che i genitori siano così fortunati da avere un bambino che segue l’orario delle quattro ore d’intervallo dalle dieci del mattino alle dieci di sera, ma che aspetta fino alle sette del mattino per il primo pasto, anche quando è piccolo. Anche questo va benissimo.

Orario ogni tre ore

Se il bambino assimila tutto il latte che vuole, ma di giorno si sveglia circa ogni tre ore, sarà forse più opportuno passare per un po' di tempo all'orario ogni tre ore.

In generale i lattanti sotto i tre chili e duecento grammi di peso hanno bisogno di mangiare ogni tre ore. Ma questa non è una regola assoluta. Qualcuno, del peso di due chili e settecento, può seguire l'orario ogni quattro ore. E talvolta accade che uno di tre chili e mezzo non possa resistere più di tre ore. Molti lattanti che hanno bisogno di mangiare ogni tre ore durante il giorno, possono passare alle quattro ore di notte., se pesano almeno due chili e trecento. L`orario allora è il seguente: alle ore 6, 9, 12, 15, 18, 22 e 2 di notte.

Il pasto notturno

La regola più semplice per il pasto notturno è di non svegliare il bambino, ma di lasciarlo svegliare da solo. Se il lattante ha ancora bisogno di quel pasto, di solito si sveglia intorno alle due. Poi una notte, probabilmente fra la seconda e la sesta settimana, dormirà fino alle tre o alle tre e mezzo. Gli date da mangiare, contandolo come il pasto delle due. Si sveglierà di nuovo affamato fra le sei e le sette. La notte seguente magari dormirà fino alle quattro e mezzo o alle cinque. Allora gli date da mangiare, ma stavolta lo considerate come pasto delle sei, sperando che stia tranquillo fin verso le dieci. Quando un lattante è pronto ad abbandonare il pasto delle due, di solito lo fa in fretta, in due o tre notti.

Come eliminare il pasto delle 2 di notte

Se il lattante ha superato il primo mese di vita e pesa quattro chili, ma si sveglia ancora per il pasto delle due di notte, i genitori dovrebbero cercare di fargli abbandonare questa abitudine. Invece di accorrere presso di lui appena si sveglia, potete lasciarlo agitare per un quarto d'ora/mezz'ora, per vedere se si riaddormenta. Se non si calma, dategli cinquanta grammi di acqua tiepida. Se dopo mezz'ora urla a pieni polmoni, sarà meglio dargli il seno o il biberon; però ritentate dopo una settimana o due. Dal punto di vista della dieta, un lattante di quattro chili che mangia a sufficienza di giorno, non ha veramente bisogno del pasto delle due di notte.

Il pasto delle 10 di sera

È l'unico che potete regolare secondo i vostri impegni e preferenze. Quasi tutti i bambini, dopo poche settimane, aspettano volentieri fino alle undici o anche mezzanotte. Se volete andare a letto presto, svegliatelo alle dieci o anche prima. Se vi è più comodo allattarlo tardi, fate pure, se dorme tranquillo.

Per quei bambini che si svegliano ancora per la poppata delle due di notte, il consiglio è di non saltare assolutamente la poppata delle dieci di sera, anche se la vostra bimba a quell'ora dorme e non sembra minimamente interessata a mangiare. Quando vi sembra che la vostra bimba sia pronta a saltare un pasto, è quello delle due di notte che deve essere il primo a essere eliminato, così che il vostro sonno non sarà più interrotto nel cuore della notte. Per quei bambini che ancora prendono la poppata delle due di notte, ma sono ancora piuttosto irregolari nei pasti della giornata, continuerei a svegliarli per quello delle dieci o delle undici di sera, se sembrano affamati. Questo, almeno, farebbe terminare la giornata secondo l'orario prestabilito, vi aiuterebbe a evitare la poppata tra la mezzanotte e le quattro del mattino e a non anticipare troppo quella del mattino, che sarebbe quindi spostata verso le cinque o le sei.