Un’alimentazione sufficiente e l’aumento di peso

I neonati generalmente sanno quanto devono mangiare

Se la quantità di pappa non è più sufficiente o se il latte materno non aumenta abbastanza per fatica o tensione, il bimbo comincerà a svegliarsi sempre più presto, quando si avvicina l`ora del pasto e piangerà nel modo tipico del pianto da fame. Finirà tutti il biberon fino all`ultima goccia di latte e si guarderà attorno cercandone dell`altro. Tenterà anche di mordersi le mani. Se lo pesate, vedrete forse che è aumentato meno del solito. Talvolta un bambino affamato diventerà anche stitico. Se ha vemmente fame, può anche darsi che pianga alla fine di qualche pasto.

Se vostro figlio manifesta qualcuno di questi segni d’insoddisfazione ed è alimentato artificialmente, è tempo di chiedere al dottore se è il caso di aumentare le porzioni. Potrebbe essere il momento di passare alla pappa successiva più abbondante o più concentrata. In realtà non dovete aspettare così tardi. È prudente aumentare la pappa appena il bambino finisce regolarmente tutti i suoi biberon, e prima che manifesti segni di insoddisfazione. Un solo avvertimento: se però gli aumentate le porzioni a ogni minimo segno, è probabile ch`egli non possa finirla tutta. Quindi, siate cauta e non insistere. Se un bambino allattato al seno si sveglia presto, potete allattarlo subito, anche se ciò significa un pasto di più al giorno. La maggiore frequenza dei pasti servirà a soddisfarlo, e lo svuotamento più frequente delle mammelle le stimolerà a produrre una quantità maggiore di latte, se ciò è possibile. Se gli davate soltanto un seno per ogni pasto, dateglieli entrambi a ogni pasto, per un po' di tempo.

Quanto deve aumentare di peso il bambino?

A tal proposito si po’ dire che dovrebbe crescere secondo le sue preferenze. Quasi tutti i bambini sanno come regolarsi. Se gli si dà più cibo di quanto ne ha bisogno, lo rifiuterà. Se gli si dà poco cibo, manifesterà la sua fame piangendo più a lungo prima dei pasti e mangiandosi i pugnetti.

Con ciò ci si riferisce al normale sviluppo, ma nessun bambino è « normale ››. Quando il medico parla di un bambino « normale ››, vuol dire soltanto che ha sommato insieme quelli che crescono molto con quelli che crescono poco e quelli che crescono a sufficienza. Un bambino è destinato a esser lento nella crescita un altro a essere rapido.

Se un bambino cresce poco, ciò non significa con sicurezza che egli sia proprio destinato a essere piccolo di statura. Se ha sempre fame, questo è un buon segno che dovrebbe crescere in fretta. Ogni tanto capita che una crescita lenta significhi che il bambino è malato. Specialmente quello che cresce poco ha bisogno di esser visitato regolarmente dal medico, perché si accerti della sua salute. Talvolta si vede un bambino eccezionalmente « educato », che cresce poco, senza tuttavia apparire troppo affamato. Ma, se gli date da mangiare di più lo prenderà volentieri e crescerà di più. In altre parole, non tutti i bambini strillano quando mangiano troppo poco.

Il peso medio del bambino è di circa tre chili e duecento grammi alla nascita e di circa sei chili e mezzo a cinque mesi. Cioè il bambino normale raddoppia il suo peso verso i cinque mesi. Ma in pratica è più facile che i bambini che sono piccoli alla nascita crescano rapidamente, come se cercassero di rifarsi, mentre quelli grossi alla nascita è meno probabile che raddoppino il peso a cinque mesi.

Il bambino medio cresce quasi novecento grammi al mese, più di duecento grammi alla settimana, nei primi tre mesi. Naturalmente alcuni bambini sani crescono meno, altri di più. Poi la crescita rallenta. Dopo i sei mesi la crescita media si abbassa ai quattrocento- cinquanta grammi al mese (ossia circa centoventi grammi alla settimana). È un notevole calo in tre mesi. Nel quarto trimestre di vita, la crescita media scende a trecento grammi al mese (dai sessanta ai novanta grammi alla settimana) e nel secondo anno a circa duecentoventi grammi al mese.

Man mano che il bambino cresce, vedrete che aumenterà sempre meno di peso. La crescita si fa anche più irregolare. La dentizione, per esempio, può togliergli l’appetito per diverse settimane e può darsi che egli non aumenti per niente. Quando si sentirà meglio, gli ritornerà l'appetito e allora il peso crescerà rapidamente.

Non potete farvi un'opinione molto esatta, in base alle variazioni di peso del bambino da una settimana all'altra. Ogni volta il suo peso dipenderà da diversi fattori: quando ha urinato, quando ha avuto l'ultima scarica, l'ora dell'ultimo pasto, eccetera. Se una mattina vedete che è cresciuto soltanto cento o centoventi grammi nella settimana precedente, mentre prima cresceva sempre due etti e mezzo e anche di più, non affrettatevi a concludere che muore di fame o che c'è qualcosa che non va. Se sembra del tutto contento e soddisfatto, aspettate un'altra settimana, per vedere che cosa succede. Potrà crescere parecchio, compensando anche lo scarso aumento precedente. Tuttavia ricordate sempre che col passare dei mesi crescerà sempre meno.    

Ogni quanto tempo dovete pesare il bambino?

Naturalmente la maggioranza dei genitori non possiede una bilancia, e la maggior parte dei bambini vengono pesati soltanto quando vanno dal dottore. Quando il  bambino è contento e sta bene, la pesata non serve a altro che a soddisfare la curiosità dei genitori. In tal caso una volta la settimana è più che sufficiente. Meglio ancora ogni due settimane. Pesandolo giornalmente sarete indotta a badare troppo al suo peso. Ma se piange molto o fa indigestione o vomita molto, il pesarlo spesso può aiutare voi e il medico a prendere una decisione. Per esempio, se piange troppo ma cresce bene, è indizio di una colica e non di fame

Il bambino obeso sarà un adulto obeso

È stato notato, sebbene non vi siano ancora prove scientifiche che, sia per gli esseri umani sia per gli animali, se si manifesta una tendenza all'obesità durante l`infanzia questa rimarrà poi per il resto della vita. Se un bimbo o una bimba diventano eccessivamente grassi, non significa che le cellule del loro corpo sono piene di grasso, bensì che le cellule si sono moltiplicate e sono troppe. Una volta create, durano per il resto della vita. Si ritiene che uno dei fattori che stimola l'appetito sia la necessità delle cellule grasse di avere il loro normale apporto di grasso. Se un individuo, durante l'infanzia, ha moltiplicato la quantità normale di cellule che si dovrebbe avere, questo lo porterà a aver bisogno di più grasso per il resto della sua vita.

Quindi non è da buon genitore far ingrassare troppo i bambini, è invece una seria disgrazia per loro, dato che la nostra società non apprezza e anzi prende in giro la gente troppo grassa. Non sempre però l'eccessiva grassezza è stata disprezzata dalla gente, basti pensare ai nudi di Rubens.

Sembra che sia difficile per i genitori cambiare opinione circa il fatto che un bimbo o una bimba grassi sono belli, tanto più che sia gli amici, sia i parenti fanno loro i complimenti se i loro bimbi sono «belli grassi ››, come se questo fosse un segno e una prova che i genitori li crescano particolarmente bene. Inoltre, in alcuni paesi dove la gente ha molto sofferto la fame, i genitori sono contenti se i loro bimbi sono grassi, essi pensano che avere del grasso nel corpo è come avere dei soldi in banca. In ogni Caso, è opportuno smetterla di pensare che un bimbo o una bimba grassi sono belli. Se la bimba, per esempio, comincia a diventare troppo grassa, il dottore può consigliare di limitare i grassi e i carboidrati e di riempirle lo stomaco con frutta e verdura. Il grasso del latte potrà essere ridotto, comperando del latte parzialmente scremato, oppure, se questo non si trova, potete mescolare voi stesse metà di latte intero e metà di latte scremato. Dovrete evitare il burro e la margarina e tagliare via il grasso dalla carne, sia essa vitello, manzo, maiale o agnello.

Cereali, zuppe contenenti carboidrati, pane, biscotti, dolci e crackers dovranno essere ridotti della metà, rispetto alla quantità mangiata prima. Non dovete, però, eliminare totalmente i grassi e i carboidrati dalla dieta, perché ciò è salutare da un punto di vista nutritivo.