Adolescenza: Rifiuto, Eccentricità, Estremismo

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Talvolta ci vogliono cinque o anche dieci anni prima che un adolescente trovi la propria personalità, nel frattempo può vivere in uno stadio intermedio, caratterizzato da una passiva resistenza a una società che rifiuta (la paragona ai suoi genitori) o da un estremismo ribelle.

Può rifiutare un normale lavoro e accentuare il suo anticonformismo con la scelta stravagante dei vestiti, degli amici, del modo di pettinarsi e di vivere in generale. Tutto ciò gli sembrerà un segno inequivocabile di indipendenza. Tuttavia questi atteggiamenti per se stessi non bastano a dare una visione positiva della vita e un contributo costruttivo alla società. Non sono altro che una contestazione alle idee convenzionali dei genitori.

Ma, anche quando lo sforzo per diventare indipendenti si esprime soltanto con forme di eccentricità, si deve identificarlo come una prima fase di una creatività futura. In realtà, i giovani che vengono da famiglie con vincoli eccezionalmente forti e di alti ideali, fanno fatica a emanciparsi, mentre altri, già idealisti e altruisti per natura, assumono per un certo tempo un atteggiamento violentemente radicale o inflessibilmente puro, in politica, in arte o in molti altri campi.

Le varie tendenze, che coesistono in questa età, trascinano i giovani a queste conseguenze estreme: intenso senso critico, cinismo verso l’ipocrisia, insofferenza per i compromessi, coraggio, vocazione al sacrificio.

I giovani reagiscono in questo modo appena vengono a contatto con le ingiustizie, spesso abnormi e inutili, perpetrate dalla società in cui vivono. Alcuni anni più tardi, una volta che avranno raggiunto un certo livello di indipendenza psicologica dai genitori e avranno trovato in quale settore della società possono rendersi utili, saranno più tolleranti delle debolezze altrui e più disposti a fare dei compromessi costruttivi con la società che li circonda.