L’affetto del bambino per i genitori

A questa età i bambini si guidano facilmente maschi e femmine, verso i tre anni, hanno raggiunto una fase, nel loro sviluppo emotivo, in cui sentono che papà e mamma sono persone straordinarie e desiderano assomigliare loro il più possibile. Lo spirito di contraddizione e di ostilità che erano praticamente a fior di pelle verso i due anni e mezzo, sembrano diminuire verso i 3 anni in quasi tutti i bambini. A questa età i sentimenti nei confronti dei genitori non sono solamente amichevoli, sono anche di affetto e di tenerezza. Tuttavia i bambini non sono così attaccati ai genitori da essere sempre ubbidienti e buoni. Sono sempre, infatti, delle persone con la loro individualità e con le loro, idee. Essi vogliono affermare la loro personalità, anche se ciò comporta qualche volta andare contro i desideri dei genitori. Anche se solitamente sostengo che i bambini dai 3 ai 6 anni sono particolarmente gradevoli, è necessario fare un’eccezione parziale per i bambini sui 4 anni. Molti bambini a quest’età, infatti, sono spesso prepotenti, presuntuosi e fanfaroni e ci vuole la mano ferma dei genitori per tenerli a bada.

I bambini ora vogliono essere come i loro genitori

A due anni i bambini cercavano in tutti i modi di imitare i loro genitori nelle loro attività quotidiane, sia che si trattasse di pulire il pavimento o di piantare nel muro un immaginario chiodo. La loro attenzione era principalmente concentrata sulla scopa o sul martello.

A tre anni invece vogliono assomigliare ai genitori come individui. I bambini allora giocheranno “ai grandi” facendo finta di andare a lavorare, di occuparsi delle faccende domestiche (cucinare, rassettare e fare il bucato), oppure di prendersi cura dei bambini (con una bambola o con un bimbo più piccolo). Fingono anche di andare a fare una gita in macchina o di uscire la sera per un ricevimento. Si vestono con i vestiti dei genitori, imitano le loro conversazioni, i loro modi di fare e le loro affettazioni. Questo processo si chiama identificazione ed è molto più importante di un vero e proprio gioco, perché grazie a esso si plasmano i caratteri. I bambini imparano molto di più imitando ciò che i loro genitori fanno e assorbono molto meno ciò che i genitori cercano di insegnare loro a parole. È cosi che formano le loro idee fondamentali e i loro atteggiamenti nei confronti del lavoro, della gente e di se stessi, anche se tutto ciò sarà modificato più tardi man mano che diventano più maturi e più colti. È così che imparano a essere a loro volta genitori di lì a venti trent’anni e ve ne accorgerete ascoltando le parole affettuose o i rimproveri che fanno alle loro bambole. È anche a questa età che le bambine si rendono conto che sono femmine e che cresceranno fino a diventare donne. Il bambino quindi guarda la madre con una speciale attenzione e tende a prenderla come modello da imitare. Osserverà come la madre considera il marito (per esempio: signore e padrone, un verme, oppure l’amato compagno), il sesso maschile in generale e le donne (amiche o concorrenti), i figli e le figlie (se preferisce il maschio o la femmina o se valuta ciascuno secondo le proprie qualità) e quale atteggiamento essa prende nei confronti del lavoro in generale e di quello di casa in particolare, se cioè li considera una seccatura o una sfida interessante.

A questa età i maschietti e le bambine sono affascinati da tutto ciò che riguarda i neonati

Vogliono sapere prima di tutto da dove saltano fuori e quando scoprono che essi si sviluppano nella madre stessa, diventano ansiosi di poter fare questo incredibile atto di creazione loro stessi, sia che si tratti di maschietti che di femmine. Vogliono anch’essi prendersi cura dei neonati e mostrare nei loro confronti lo stesso affetto che pensano di aver a loro volta ricevuto. Passeranno ore e ore a giocare “al papà o alla mamma”, costringendo il fratellino o la sorellina minore ad assumere il ruolo del neonato oppure si accontenteranno di una bambola.

In genere non è accettata l’idea che i maschietti sono altrettanto desiderosi delle bambine di poter far crescere nel loro ventre un essere umano. È probabile invece che quando i genitori dicono loro che ciò è impossibile essi si rifiutino di crederci per parecchio tempo. Dicono: “Anch’io avrò un bambino” e credono veramente che desiderandolo intensamente saranno in grado di realizzare quello che vogliono. In alcune regioni assai primitive, quando alla donna cominciano le doglie del parto contemporaneamente cominciano anche al marito, il quale viene trasportato, mentre si lamenta e si contorce, in una capanna appositamente adibita per il “parto maschile”, dove egli sarà assistito dai suoi amici.

I maschietti diventano romantici verso la madre, le bambine verso il papà

Fino a questa età l’amore del bambino per la mamma è stato prevalentemente di tipo dipendente, ma ora diventa più romantico, come quello di suo padre. A 4 anni vuole sposare la mamma, quando sarà grande. Non sa ancora che cosa sia il matrimonio, ma sa già chi è la donna più affascinante del mondo. La femmina manifesta lo stesso tipo di amore per il papà.

Questo affetto romantico aiuta i bambini a maturare spiritualmente e a sviluppare verso l’altro sesso sani sentimenti che più tardi li guideranno verso un buon matrimonio. Vi è però anche il rovescio della medaglia e cioè lo stesso affetto può inconsciamente creare uno stato di tensione in bambini di questa età. Quando una persona, giovane o vecchia, ama qualcuno è inevitabile che lo voglia tutto per sé. Allo stesso modo quando un bambino di tre, quattro o cinque anni, diventa sempre più conscio del suo amore possessivo per la mamma, contemporaneamente si rende anche conto sempre più del fatto che essa appartiene al padre. Questo lo irrita nel profondo del suo cuore, anche se egli ama e ammira il padre. A volte egli si augura che il padre scompaia e poi si sente colpevole per aver provato dei sentimenti così meschini. Ragionando da bambino, egli immagina che il padre provi verso di lui la stessa gelosia e gli stessi sentimenti di ostilità.

Anche la bambina, se si sviluppa in modo normale, nutre lo stesso amore possessivo per il padre. A volte anch’essa desidera che succeda qualche cosa alla madre, che essa ama però teneramente, per poter avere il padre tutto per sé. Talvolta suggerisce alla mamma di fare un lungo viaggio, tanto lei è lì per prendersi cura del papà. Poi si preoccupa perché pensa che anche la ‘madre può essere gelosa di lei e inconsciamente se ne preoccupa. I bambini cercano di scacciare dalla mente questi brutti pensieri dal momento che i genitori, dopo tutto, sono molto più grandi e forti di loro, ma essi ritornano alla superficie nei sogni. Probabilmente questi sentimenti contrastanti di amore, di gelosia, di paura nei confronti del genitore dello stesso sesso siano la causa principale dei brutti sogni che i bambini fanno a questa età. Sognano infatti di essere inseguiti da giganti, da ladri, da streghe e da altre terribili figure. Questi timori dei bambini, cioè che i genitori siano arrabbiati con loro, si mescolano e si confondono anche all’inquietudine inconscia che nasce dalle loro perplessità circa il differente aspetto dei maschietti e degli uomini rispetto alle bambine e alle donne. Dal momento che tutti i bambini piccoli attraversano questa fase, è ovvio, che i genitori non dovrebbero preoccuparsene, a meno che il bambino non diventi troppo timoroso o troppo ostile nei confronti del genitore dello stesso sesso oppure troppo attaccato a quello del sesso opposto. In questo caso rivolgetevi ad uno specialista per bambini (Terapista della Neuro e Psicomotricità dell’Età Evolutiva).

L’affetto non dovrebbe diventare troppo esclusivo

L’affetto romantico verso il genitore del sesso opposto, nell’età fra i tre e i sei anni, è quello che potremmo chiamare il modo con cui la natura predispone l’evoluzione del bambino in funzione della sua vita futura e del suo ruolo di marito e padre o di moglie e madre. Ma non sarebbe bene se questo affetto diventasse troppo determinante o troppo esclusivo da durare tutta la vita o anche tutta l’infanzia. Verso i 6 o 7 anni i bambini dovrebbero cominciare a rendersi conto che è impossibile avere i genitori tutti per sé. La paura inconscia di una supposta loro collera verso di loro, la consapevolezza inquietante della loro diversa natura fisica, potrebbe mutare in avversione il loro attaccamento romantico, e nel maschio ciò si manifesta nello sfuggire gli abbracci del genitore del sesso opposto e nel volgersi a altri interessi esterni, per esempio la scuola. Vorrà essere simile ai suoi coetanei nei giochi e nella scuola, e non più ai genitori. Il suo attaccamento ai genitori gli servirà in ogni caso da stimolo per il suo futuro costruttivo e diventerà’ progressivamente sempre più forte (Freud definisce questo mutamento la risposta al complesso di Edipo).

Un padre che intuisce nel figlio un inconscio risentimento o paura, non deve aiutarlo a superare questa crisi, mostrandosi indulgente o fingendo di non amare veramente la moglie; apparendo timoroso o incerto, incapace di essere un uomo forte, un padre deciso e un marito spontaneamente possessivo, gli trasmetterà un senso di paura e colpevolezza e il bimbo fraintenderà le attitudini del padre che devono essere invece determinanti per sviluppare in lui virilità e coraggio.

Ugualmente una madre, pur intuendo che la figlia talvolta è gelosa di lei, la aiuterà molto meglio a evolversi e a crescere mostrandosi una madre piena di fiducia in sé, che sa quando e come mostrarsi di polso fermo, che ha idee chiare su quello che vuole fare e che non ha timore di mostrare il suo affetto e la sua devozione per il marito.

Il fatto che la madre abbia un atteggiamento più indulgente e affettuoso con il figlio di quanto lo abbia il padre non farà che complicare la vita del figlio. Lo stesso accadrà se essa mostrerà di essere più vicina e più comprensiva nei confronti del figlio che del marito. Questi atteggiamenti avranno come risultato di allontanare il bambino dal padre e di creare nel bimbo dei sentimenti di paura nei confronti del padre stesso. Allo stesso modo, il padre troppo tenero che lascia fare alla figlia quello che vuole, anche disubbidire agli ordini della madre, oppure un padre che si comporta come se apprezzasse di più la compagnia della figlia che quella della moglie, non è di aiuto né alla figlia né alla moglie. Questo suo atteggiamento interferirà negativamente nei buoni rapporti che una figlia dovrebbe avere con la madre, rapporti che dovrebbero aiutarla a diventare una donna felice ed equilibrata.

È del tutto normale, tuttavia, che il papà sia più indulgente verso la figlia e la mamma verso il figlio e che il figlio si trovi meglio con la mamma e la figlia col padre, perché è ovvio che ci sia meno rivalità fra un maschio e una femmina che fra due maschi o due femmine.

Normalmente in una famiglia esiste in genere un sano equilibrio fra i vari sentimenti del padre, della madre, delle figlie e dei figli, equilibrio che li guida attraverso le successive fasi di sviluppo, senza uno sforzo speciale o delle meditazioni eccessive da parte dei vari componenti della famiglia. Sono stati accennati prima solo alcuni problemi solamente per dare qualche consiglio a quelle famiglie in cui i rapporti sono stati scossi o perché i genitori sono discordi sui metodi educativi da usare con i figli o perché il bambino sta diventando introverso nei confronti degli altri bambini o uomini o perché la bambina si comporta in modo troppo insolente nei confronti della madre.

I genitori possono aiutare i bambini a superare questo stadio romantico ma pieno di gelosie

Mettendo bene in chiaro che i genitori si appartengono l’un l’altro, che il bambino non potrà mai avere la madre tutta per sé o la figlia il padre; tuttavia i genitori non si devono mostrare indignati quando si accorgono che i loro bambini sono arrabbiati con loro a causa di questo.

Quando un bambino dichiara che sposerà il papà, egli pur compiacendosi del complimento, le spiegherà che è già sposato e che quando lei sarà grande, troverà un ragazzo della sua età e lo sposerà.

Quando i genitori chiacchierano insieme, non devono permettere che i bambini interrompano la loro conversazione. Dicano loro gentilmente ma con fermezza che hanno delle questioni molto importanti da discutere insieme e che certamente loro stessi avranno delle cose divertenti da fare. Però non dovranno neppure esibire davanti ai bambini grandi manifestazioni di affetto (che non farebbero di fronte a estranei) né si allontaneranno bruscamente l’uno dall’altro se il bimbo o il bimbo entra improvvisamente nella stanza. Se il bambino è maleducato col papà perché è geloso, o con la mamma perché è la causa della sua gelosia, i genitori dovranno insistere affinché si comporti educatamente, ma nello stesso tempo fargli capire che comprendono i suoi sentimenti.

I problemi del sonno dai tre ai cinque anni

Molti problemi del sonno nei bambini dai 3 ai 5 anni sono causati da una gelosia romantica. Il bambino o la bambina si aggira nella stanza dei genitori nel bel mezzo della notte e vuole andare nel loro letto perché nel subconscio non vuole che stiano insieme da soli. È molto meglio, per lui e per i genitori, se lo riportano nel suo lettino immediatamente e con fermezza, ma senza irritarsi.