Come aiutare il primo figlio ad essere socievole con il fratello o sorella in arrivo?

Quasi tutti i primogeniti crescono felici e si ambientano facilmente, più o meno come gli altri figli nati dopo. Ma, alcuni hanno maggiori difficoltà ad adattarsi al mondo esterno.

È facile sentir dire dai genitori: “La mia seconda è così brava. Non piange quasi mai, gioca contenta anche da sola e allo stesso tempo è così affettuosa quando le andate vicino”. Quando è più grandicella i genitori vi diranno: “La seconda è così affettuosa ed espansiva, tutti le vogliono bene. Quando camminiamo per strada, la gente le sorride e spesso si ferma per domandare quanti anni ha”. Solamente un po' dopo notano il più grande e soltanto per educazione. È ovvio che ciò fa male alla sensibilità del più grande, perché egli desidera attenzione molto più della seconda.

Da che cosa dipende la differenza? Il male è che il primo bambino, in qualche famiglia, fa molti più capricci di quanto sia bene per lui, specialmente dopo i sei mesi, quando incomincia ad essere capace di divertirsi. Può darsi che i genitori lo guardino, gli suggeriscano giochi, lo prendano in braccio più del necessario. Questo gli offre poche occasioni di sviluppare le proprie tendenze. Troppo di rado saluta per primo perché i genitori gli parlano per primi. Può venir mostrato agli adulti troppo spesso. Un po' di questo non fa male; ma se diventa un'abitudine lo rende troppo cosciente della sua importanza. Quando il primogenito è malato, i genitori naturalmente si chinano sul suo lettino con più preoccupazione e ansietà di quanto faranno poi, quando avranno maggiore esperienza. Quando è cattivo, è più facile che lo prendano sul serio e ne facciano una tragedia.

Una tale successione di affannose attenzioni rivolte ad un bambino tende a viziarlo nei riguardi del mondo esterno in due modi.

  • Egli cresce nella presunzione di essere il centro dell'universo e che tutti debbano automaticamente ammirarlo, sia che se lo meriti o no.
  • D'altra parte, non ha avuto modo di imparare a divertirsi da solo o a essere espansivo e quindi simpatico alla gente.

Naturalmente la soluzione non è quella di ignorare un figlio maggiore. Lui ha bisogno di affetto e di essere corrisposto in misura adeguata. Ma, lasciategli fare i suoi giochi fino a quando lo interessano ed è felice, interferendo il meno possibile, senza dominare, rimproverare e preoccuparsi con ansia continua. Dategli qualche volta l’occasione di cominciare la conversazione. Quando vengono amici in visita, lasciatelo attaccar discorso con loro da solo. Quando viene da voi per giocare o per avere affetto, siate affettuosa e materna o paterno, ma lasciatelo andare quando ritorna alle sue occupazioni.

Un’altra causa che a volte sembra rendere poco socievole un primogenito è l'atteggiamento troppo serio da parte dei genitori. Non è che i genitori siano “scontrosi”; possono essere espansivi con gli amici e con i figli successivi. Spesso quello che succede con il primo figlio è che i genitori ce la mettono tutta e prendono troppo seriamente il loro compito.

Quello che è stato illustrato qui sopra, sarà più chiaro se avete visto una persona molto tesa che cerca di montare un cavallo per la prima volta. Sta seduta dura come una statua di pietra, non sa come adattarsi ai movimenti del cavallo ed è facile che sia autoritaria a sproposito. È un'ardua fatica per il cavallo e per il cavaliere. Il cavaliere esperto sa come rilassarsi, come trattare l'animale e conformarsi ad alcuni movimenti del cavallo senza cadere dalla sella, come guidarlo gentilmente. Crescere ed educare un bambino, a dir il vero, non assomiglia molto al cavalcare, ma lo stesso spirito prevale nelle due cose.

Un esempio analogo è quello del giovane ufficiale o dirigente che viene messo a capo di altre persone per la prima volta. Se non è troppo sicuro di sé, sarà solenne e rigido all'inizio senza ragione, per paura di perdere il controllo. La persona più esperta invece non teme di essere amichevole e comprensiva. Direte: “Il male è che io sono senza esperienza”. Ma non occorre esperienza per ottenere dei risultati eccellenti con un bambino: tutto ciò di cui avete bisogno, per cominciare, è un atteggiamento amichevole. Un bambino non vi getterà per terra come farebbe un cavallo (almeno finché non sarà molto più grande), e non vi piglierà in giro come farebbe un plotone di militari. Non abbiate timore di lasciarvi andare, di essere compiacente. A volte è meglio essere troppo accomodanti e sicuri di sé che troppo rigidi e paurosi dei risultati.