Quando la mamma porta a casa il neonato

Di solito è un momento cruciale, quando la mamma torna a casa dalla clinica. È stanca e preoccupata. Il padre corre qua e là cercando di rendersi utile. Se è presente il figlio maggiore, sta lì con la sensazione di dare fastidio e di essere escluso. Questa è l’impressione che fa il nuovo fratellino (o sorellina)!

Sarebbe utile che il padre o i nonni o gli zii, insieme al primo figlio o figlia, preparassero una festa di accoglienza per il nuovo arrivato. La festa deve essere organizzata in modo che il primogenito si senta parte attiva durante i preparativi. Nel momento dell’arrivo del neonato, tutti gli altri impegni deve essere rimandato (visite, organizzazione domestiche, ecc.) e per almeno un’ora la mamma, il papa, lui e il nuovo arrivato devono condividere da soli questo momento in un clima sereno e gioioso. In questo momento deve essere valorizzato l’impegno del figlio maggiore, evidenziando che la festa di accoglienza è stata possibile grazie al suo impegno.

Se no fosse possibile mettere in atto il primo consiglio, allora è meglio mandarlo a fare una passeggiata, se è possibile. Un'ora dopo, quando il neonato, l’infermiera e il bagaglio sono stati ben sistemati, e quando la mamma finalmente si è messa a riposare a letto, è ora che il bambino faccia il suo ingresso. La mamma può abbracciarlo, parlargli e concedergli tutta la sua attenzione. Lasciate che sia lui a sollevare l'argomento del neonato, quando è disposto a farlo.

Più importante di tutto è di essere tranquilla con il neonato (supponiamo sia una bimba) nelle prime settimane. Trattatela naturalmente. Non agitatevi intorno a lei, non divoratela con gli occhi, non parlate continuamente di lei. Per quanto possibile occupatevi di lei (nei modi sopraelencati) quando il figlio maggiore non è lì vicino. Preparatele il bagno e i pasti quando l'altro è fuori di casa o sta facendo un sonnellino oppure, ancora più importante, rendetelo partecipe durante le operazioni. Quasi tutti i bambini provano la massima gelosia quando vedono la mamma allattare il neonato, specialmente al seno. Se si trova lì vicino, bisogna lasciarlo avvicinare liberamente. Ma, se è in cortile o nella sua stanzetta a giocare allegramente, non attirare la sua attenzione su ciò che sta succedendo.

Se anche lui vuol bere dal biberon, sarebbe il caso di dirgli che non ne ha più bisogno. Spiegategli che il piccolo o la piccola neonata non ha le sue stesse capacità e che per ora non riesce a bere dalla tazza, mentre lui è grande ed è capace di bere dalla tazza ma anche di mangiare, di lavarsi e di vestirsi da solo. Se lui dovesse insistere, potrebbe essere utile preparargliene uno di buon grado. È triste vedere un bambino già grande che beve il latte dal biberon per invidia del neonato e pensa che debba essere una delizia. Quando fa appello al suo coraggio e beve una sorsata, la delusione si dipinge sul suo volto. È solamente latte che esce adagio, con un sapore di gomma. Il rischio che voglia tornare al biberon definitivamente non è molto grande, se la mamma glielo dà volentieri facendogli capire che non è d’accordo e finché fa tutto quello che può per impedirgli di essere geloso.

Ricordategli sempre che le capacità che lui ha non le ha ancora suo fratello o sorella e che è vostro e suo compito insegnargliele. Inoltre, aggiungete che sarebbe un peccato se anche lui diventasse di nuovo piccolo come il neonato.

Anche i parenti hanno una parte nella gelosia. Quando il papà torna a casa dal lavoro deve sopprimere l'impulso di chiedere al bambino: “Come va il piccinino oggi?” Meglio agire come se avesse dimenticato che c’è il bebè: si sieda e stia un po' con lui. Più tardi può scappare di là a dare un’occhiata, quando il maggiore è occupato in qualche cosa d'altro.

Anche la nonna, che è solita fare una grande accoglienza al bambino, può costituire un problema. Se lo incontra in anticamera, tenendo in mano un grosso pacco legato con un bel nastro, e dice “dove è quel tesoro della tua sorellina? Le ho portato un bel regalo”, allora, con la sua gioia di vedere la sorellina gli darà amarezza. Se una mamma non conosce abbastanza intimamente il visitatore da istruirlo sul modo di comportarsi, può tenere su uno scaffale una scatola piena di regalini da pochi soldi e offrirne uno al bambino ogni volta che arriva un visitatore con il solo regalo per il neonato.

Nel caso in cui non si riesca a coinvolgere il primogenito nelle attività quotidiane utili per il neonato, per un periodo limitato, farlo giocare con le bambole può essere una grande consolazione per il bambino, maschio o femmina, mentre la mamma si occupa del neonato. Vorrà scaldare il biberon della bambola come fa la mamma, imitare in tutto e per tutto la mamma nel suo comportamento con il bebè.