L'aggiunta di alimenti solidi

Adottate una dieta equilibrata ed evitate l'obesità

I dietologi sono in allarme per il progressivo deterioramento della dieta degli adulti e dei bambini. Essi consumano una quantità sempre maggiore di dolci e di amidi eccessivamente raffinati e impoveriti. Un`alimentazione del genere favorisce l'obesità, il diabete e la caduta dei denti. In più soddisfa rapidamente l'appetito, così che i bambini finiscono col mangiare scarse quantità di alimenti ricchi di valori nutritivi come verdura, frutta, carne e latte e di conseguenza il loro organismo si impoverisce di vitamine, sali minerali, proteine nobili e degli apporti delle farine integrali.

Il gusto per i cibi si forma molto presto e tende a persistere in età adulta, perciò è questo il momento di abituare il bimbo o la bimba a un'alimentazione corretta. Per esempio, la preferenza per cibi più o meno salati ( un eccesso di sale è responsabile in larga misura dell`elevata pressione sanguigna di certi adulti) si stabilisce fin dalla prima infanzia. Vi sono tuttavia altri fattori che concorrono all'instaurarsi di una pressione elevata, razziali e ereditari. Per queste ragioni, quando incominciare ad aggiungere sale al cibo dei vostri bambini (perché voi amate aggiungere sale, non perché essi lo richiedono), state, in certi casi, incoraggiando l'instaurarsi di una pressione troppo alta e, di conseguenza, una possibile abbreviazione della vita dell'individuo adulto.

Fra i pediatri si afferma sempre più la convinzione che molti casi di persistente obesità traggano origine da una dieta infantile inutilmente ipercalorica, cioè troppo ricca di zuccheri e amidi.

Chirurghi che hanno studiato il cancro dell’intestino crasso negli adulti, sono convinti che la causa principale di questa affezione tipica dei popoli civilizzati  è il passaggio lentissimo del contenuto intestinale in individui che, per tutta la vita, hanno seguito una dieta priva di crusca, ingerendo quantità minime di pane e cereali integrali e pochissima frutta e verdura.

Chi può dire quante altre malattie verranno in futuro imputate alle nostre diete tanto artificialmente distorte?

I primi cibi in scatola per bambini consistevano di un unico prodotto per scatola: un tipo di verdura, un tipo di frutta, un tipo di carne. Da allora, però, le industrie alimentari hanno incominciato a immettere sul mercato misture di verdura e amidi, frutta e amidi, e pasti composti di amidi, verdura e carne. Quasi sempre gli amidi sono costituiti da riso, granoturco o frumento raffinati. Il riso e il granoturco presentano già controindicazioni specifiche nella dieta della primissima infanzia a causa dell'incompletezza delle loro proteine. E inoltre il raffinamento di ogni granaglia comporta una riduzione del contenuto vitaminico e proteico e la quasi completa eliminazione della crusca.

Poiché la maggior parte dei bambini mangia cereali almeno due volte al giorno, la loro dieta sarà eccessivamente amidacea se gli verranno somministrati piatti di verdura, di frutta e di carne ulteriormente  arricchiti di amidi. Il fatto, poi, che gli amidi contenuti nelle misture siano nella maggior parte i meno ricchi di valori proteici, e in più raffinati, contribuisce ulteriormente a squilibrare la bilancia alimentare.

Le industrie produttrici di alimenti per l'infanzia, con l`intento di rendere i loro prodotti attraenti per bimbi e genitori, vi aggiungono spesso anche zucchero e sale. Ciò costituisce un ulteriore svantaggio dal punto di vista della nutrizione.

Perciò, quando comprate cibo in scatola per bambini, leggete attentamente gli ingredienti sull'etichetta. Quando la scritta a caratteri più grandi dice “crema di piselli”, quella a caratteri più piccoli può specificare “piselli con farina di granoturco”.  Comprate solo frutta, verdura, carne in scatola, senza additivi di sorta, in modo da essere sicuri che i vostri bambini assumano soltanto questi cibi ricchi di valori nutritivi senza rimpinzarsi di farine raffinate e impoverite. Evitate anche di comprare scatole che contengano aggiunte di sale o zucchero.

Non ammannite budini di farina di granoturco o gelatine: non contengono i giusti principi nutritivi e, in più, sono troppo ricchi di zucchero. La farina di granoturco presenta un doppio svantaggio: è di granoturco, e quindi povera, ed è raffinata.

Servite al bambino la verdura, la frutta e la carne che preparate per il resto della famiglia, fresca, congelata o in scatola. Quando date loro frutta in scatola, eliminate prima lo sciroppo in cui è conservata.

Frullate, grattugiate o setacciate la verdura e la frutta cotta. Come dessert servite soprattutto frutta, non budini, pasticcini o torte. Servite soltanto farine integrali dopo i sei mesi dando la preferenza alla farina di frumento e a quella d'avena. Tritate finemente la carne e il pesce che date ai bambini. Se sono troppo secchi per il loro gusto, mescolateli con brodo, latte, verdura o yogurt.    

Non esiste un'età precisa in cui sia indispensabile cominciare a somministrare alimenti solidi

Cinquant'anni fa si cominciava quando il bambino aveva un anno

Col passare degli anni, i medici hanno fatto l'esperimento di somministrarli sempre più presto e hanno trovato che i neonati li prendevano volentieri e stavano benone. Due sono i netti vantaggi, se si comincia nel primo semestre. I neonati si abituano all'idea più facilmente a quell'epoca che quando saranno più grandi e avranno i loro gusti. E la varietà di alimenti solidi aggiunge alla dieta sostanze che sono scarse nel latte, specialmente il ferro.

Oggi i medici di solito consigliano di dare la prima pappa solida fra il terzo e il quarto mese. Non c'è un gran vantaggio a cominciare molto prima dei tre mesi, perché il sistema digerente del bambino, ancora immaturo, non può sfruttarla bene, e fino a quell'età, le calorie di cui abbisogna sono contenute nel latte. Essa passerebbe nelle feci in gran parte non digerita. La fame e l'intestino del bambino possono influire entrambi sulla decisione del medico di cominciare con gli omogeneizzati. Un neonato di  due mesi e mezzo, che non prende latte materno a sufficienza per saziarsi, può cominciare benissimo a prendere una pappa, per evitare di prendere un biberon supplementare. Se un bambino è stato sul punto di avere la diarrea durante tutto il periodo dell'allattamento, il medico preferirà aspettare più a lungo del solito, prima di cominciare con alimenti solidi per paura di disturbare ancora di più la digestione. Pure se il bambino o i suoi familiari sono allergici, il dottore tarderà a prescrivere le pappe, perché ogni nuovo cibo potrebbe provocare questo disturbo.

Molto spesso sono i genitori che spingono il dottore a prescrivere molto presto degli alimenti solidi e questo perché non sopportano l'idea che i loro figli non siano altrettanto  precoci  che i figli dei loro amici. Non c'è nessun bisogno di affrettarsi e ricordatevi che è meglio aspettare almeno fino a due o tre mesi.

Prima o dopo il latte?

Molti bimbi che non sono abituati agli alimenti solidi, quando sono affamati vogliono prima di tutto bere il latte e si arrabbiano se offrite loro prima degli alimenti solidi. In questo caso vi consiglio di iniziare il pasto con un biberon o allattando al seno. Un mese o due dopo quando il bimbo ha capito che i cibi solidi sfamano altrettanto che il latte, potete provare a dare questi cibi all'inizio o a metà del pasto. Alla fine quasi tutti i bambini sono perfettamente soddisfatti dl cominciare il pasto con dei cibi solidi e di terminarlo con una bevanda, esattamente come fanno molti adulti.    

Che tipo di cucchiaio?

Il cucchiaino da tè è un po' grande per la bocca del neonato, e tutti i cucchiai di solito sono così fondi che non riesce a ripulirlo tutto. È meglio usare un cucchiaino da caffè poco fondo. Si trova in commercio anche un cucchiaio rivestito da un sottile lattice di gomma che attenua qualsiasi colpo alle gengive delicate del bebè durante la dentizione.

La pappa a base di cereali

Non ha importanza l'ordine preciso con cui si introducono gli alimenti solidi. Di solito si dà prima una pappa a base di cereali; è un alimento blando e facilmente digeribile. Il solo svantaggio è che il sapore non è troppo incoraggiante per molti bambini. Ogni bambino ha le sue preferenze. È bene abituarlo ai vari tipi di pappe.

Dategli tempo di apprezzare i cibi solidi

Di solito il medico consiglia di cominciare con un cucchiaino, aumentando la dose a poco a poco, poniamo un cucchiaino al giorno, fino a due o tre cucchiai da tavola, se il bambino vuole. Questa progressione serve per accertarsi che non compaiano disturbi. Però non dovete prendere la faccenda di uno, due, tre cucchiaini troppo alla lettera. Ci sono moltissimi neonati che non vogliono aumentare cosi rapidamente, almeno all'inizio: è troppo strano per loro. Non abbiate mai fretta.

Il neonato che prende il primo cucchiaino di pappa solida è piuttosto buffo e un po' patetico: sembra sorpreso e disgustato, arriccia il naso e increspa la fronte. Non potete biasimarlo. Dopo tutto, il sapore è nuovo, la consistenza è nuova, il cucchiaio può anche celare una novità. Quando succhia il biberon, il latte va automaticamente al posto giusto. Non ha avuto finora nessun allenamento per afferrare un pezzetto di cibo con la punta della lingua e trasportarlo indietro nella gola. Fa soltanto schioccare la lingua contro il palato e gran parte della pappa viene spinta fuori sul mento. Dovete pulirlo bene e rimettergliela in bocca.

Di nuovo ne sbrodolerà fuori molta, ma non scoraggiatevi, un po' ne va anche dentro. Abbiate pazienza, finché avrà più esperienza.

Non importa in quale pasto cominciate a dare la pappa. Però non dategliela nel pasto in cui ha meno fame. I cereali si danno di solito ai pasti delle 10 e delle 18.

È una buona idea, se cominciate con i cereali, di mescolarli con il latte in modo che siano più diluiti di quanto e indicato sulle istruzioni della scatola. Il tutto allora sembrerà meno strano al bebè e gli sarà più facile inghiottirlo; di solito i bimbi non amano le pappe troppo solide. Se il vostro bimbo o la vostra bimba sono nutriti al biberon con latte artificiale, usate questo per diluire le pappe solide. Alcuni neonati, però, si rifiutano di mangiare qualsiasi cosa che non sia presentata in un biberon.

Che tipo di cereali?

I genitori usano di solito i cereali precotti preparati specificamente per i neonati, dei quali esiste una larga scelta in commercio. Sono molto comodi perché basta mescolarli al liquido e contengono ferro che normalmente manca nella dieta, finché non può mangiare le uova. L`anemia da carenza di ferro è abbastanza frequente nel primo anno di età.

Se il bambino appartiene a una famiglia allergica, il medico consiglierà di iniziare più tardi la somministrazione della pappa e darà prima il riso, l'avena o l'orzo, rimandando la farina di frumento a più tardi, perché è causa frequente di allergie. Inoltre si potranno dare al bambino i cereali misti soltanto quando sarà in grado di digerire separatamente ciascun tipo senza inconvenienti.

Potete iniziare con la farina di frumento bianca raffinata, che ha poche scorie; dopo i 5 - 6 mesi potete dargli qualsiasi farina. Alcuni neonati presentano diarrea a causa delle scorie contenute nel frumento intero e nell’avena. Frumento, riso, avena e orzo sono i più ricchi di vitamine e di proteine. Aggiungete un po' di sale nella pappa.

Il neonato che rifiuta la pappa a base di cereali

Saprete subito, dopo uno o due giorni dalla prima prova, qual è l’atteggiamento del bambino verso i cibi solidi. Alcuni sembrano persuasi “è strana, ma è da mangiare, quindi la prenderò”.  Col passare dei giorni diventano sempre più entusiasti. Aprono la bocca come uccellini nel nido.

Ma ci sono altri bambini che si persuadono, dopo due giorni, che non è di loro gradimento. E al terzo giorno piace anche meno che al secondo. Se Vostro figlio la pensa così, siate prudente e andate adagio. Se cercate di fargli ingozzare gli omogeneizzati o i cibi solidi contro la sua volontà, si ribellerà sempre più. Anche voi arriverete all'esasperazione. In una settimana o due diventerà così diffidente che rifiuterà anche il biberon. Offritegli la pappa soltanto una volta al giorno. Dategliene soltanto una punta di cucchiaio, finché si sia abituato. Aggiungete un pizzico di zucchero, per vedere se gli piace o no. Se in due o tre giorni diventa ancor più ostile, nonostante tutte le precauzioni, allora sospendere tutto per un paio di settimane. Se ancora si rifiuta al nuovo tentativo, riferitelo al medico.

È un grande sbaglio voler imporre un proprio ragionamento a un bambino per la prima pappa solida. Talora un problema insolubile di alimentazione comincia così. Anche se non dura, quella reciproca ostinazione è un male per i genitori e per il bambino.

Se il vostro medico è d’accordo, potrebbe essere utile cominciare con la frutta, invece che con i cereali. I neonati sono sorpresi anche dalla frutta, la prima volta che la prendono, ma dopo uno o due giorni praticamente tutti decidono di accettarla. Dopo due settimane sono pronti a credere che tutto ciò che arriva sul cucchiaio sia meraviglioso. Allora potete anche aggiungere la farina a base di cereali.

Come somministrare la frutta

La frutta è di solito il secondo cibo solido da aggiungere alla dieta del bambino, qualche settimana dopo che ha cominciato a mangiare le prime pappe a base di cereali. Qualche dottore invece la prescrive prima, perché i bambini di solito la prendono molto volentieri. Nei primi 6 o 8 mesi di vita la frutta del bambino è normalmente cotta, esclusa la banana. Mele, pere, pesche, albicocche, prugne fresche o congelate: la medesima che avete preparato per il resto della famiglia, ma schiacciata o passata e con un'aggiunta di zucchero. Esistono anche prodotti omogeneizzati per bambini. Anche la frutta in scatola è ottima, ma, essendo troppo zuccherata, prima di passarla al setaccio, eliminate il succo.

Potete anche comprare i barattoli di omogeneizzati alla frutta, ma ricordatevi di controllarne l`etichetta per vedere che cosa contengono. Se prendete il cibo direttamente dal barattolo, dovete terminare il contenuto del barattolo, perché la saliva del bimbo rovina il cibo. La frutta può essere somministrata anche due volte al giorno, secondo l’appetito del vostro bimbo o della vostra bimba e secondo la sua capacità di digerirla. Le ore migliori sono le 14 e le 18. Aspettate finché il bambino dà segni di soddisfazione per aumentare la dose. Poi aggiungete un cucchiaino di più ogni giorno. Potete aumentare a poco a poco fino a una banana intera, che deve essere molto matura. Deve avere macchie nere sulla buccia e nell`interno un colore caldo schiacciatela con la forchetta e aggiungete un po' di latte, se vi sembra troppo solidaa per i gusti del vostro bimbo o della vostra bimba.

La frutta gode la fama di essere un lassativo, tuttavia la maggior parte delle persone, compresi i bimbi, non sembrano ottenere dei risultati del genere dall’ ingestione di frutta come le pere, le mele, le albicocche ecc. Solo le prugne e il succo di prugne sembrano avere di sicuro un effetto lassativo sui bimbi, quindi è un frutto da tener presente se il vostro bimbo e stitico.

Se al bimbo piacciono le prugne potete dargliele frullate una volta al giorno, alternate con un altro tipo di frutto per il pasto successivo. Se il bimbo sembra avere un po’ di diarrea, non dategli per un po' di tempo le prugne ne il succo di prugne, dategli invece un frutto di altro tipo e una sola volta al giorno.

Nella seconda metà del primo anno potete cominciare ad alternare le banane con altra frutta cruda: mele grattate, pere, pesche ecc. Per la frutta, invece, come ciliegie e uva aspettate, finché avrà compiuto i due anni

La verdura

La verdura, cotta e passata, si deve aggiungere alla dieta del bambino 2 o 4 settimane dopo l`inizio delle pappe solide o della frutta o di entrambe insieme.

Verdure adatte sono fagiolini, spinaci, piselli, carote, asparagi, cardi, zucchine, pomidoro, bietole, sedano. Le verdure, che di solito non si danno ai neonati, perché può darsi vengano meno digerire, sono Cavolfiori, verze, rape, broccoli, fave e cipolle che hanno di solito un sapore così forte da non piacere ai bimbi.

Tuttavia, se in famiglia piacciono, non c'è niente di male a tentare di farle assaggiare ai bimbi. Per renderle meno pesanti potete farle bollire in due acque diverse.

Potete dare al bambino verdure fresche o congelate, bollite e passate al setaccio, o verdure nei vasetti appositamente preparate per i neonati (attualmente esistono in commercio diverse marche di prodotti dietetici per bambini).

Aumentare a poco a poco la verdura fino a mezza scatola, oppure a 2 - 3 cucchiai da tavola, secondo il desiderio del bambino. Potete naturalmente aumentare fino a mezza scatola per bambini, se sembra molto affamato. Conservare la mezza scatola non utilizzata nel frigorifero per finirla il giorno dopo. Non usate una scatola aperta di verdura o qualsiasi verdura cotta, dopo 24 ore. La verdura cotta si guasta facilmente e rapidamente. Non usatela neppure il giorno dopo, se non potete conservarla al fresco. La saliva del bambino portata dal cucchiaino deteriora il cibo; vedete quindi di travasarne sempre la dose giusta in un tazzina.

È più facile che i neonati dimostrino preferenze nello scegliere le verdure che non nella frutta o nelle pappe solide. Troverete probabilmente che ci sono una o due verdure che non gli piacciono. Non sforzatelo, ma tentate di nuovo ogni mese. Non c'è ragione di fare una tragedia per qualche cibo, quando ce ne sono tanti fra cui scegliere. Alcuni neonati sono molto più entusiasti della verdura se si aggiunge un po' di sale per dare sapore, il che non è per niente dannoso.

Di solito la verdura non digerita, compare nelle feci quando il bambino la mangia le prime volte. Questo non è un segno sfavorevole, finché le feci sono molli e non contengono muco. Ma aumentate la razione di verdura lentamente, finché l`intestino comincia digerirla bene. Se una verdura dà diarrea o molto muco, riducete la quantità a zero e riprendete poi con prudenza. Se non può mangiarla in nessuna quantità senza avere disturbi, eliminatela del tutto, ma dopo un mese tentate di nuovo con una piccola dose.

Gli spinaci fanno diventare rosse e screpolate le labbra di certi bambini. Se ciò non lo disturba, potete continuare a darglieli. Talora le barbabietole arrossano l'urina e anche le feci. Non spaventatevi quindi perché non è sangue.

Le uova

Il tuorlo d'uovo è molto importante perché contiene ferro e verso i sei mesi i bimbi cominciano ad aver bisogno di una maggiore quantità di ferro per il sangue, poiché quella che avevano al momento della nascita non è più sufficiente al loro corpo in rapido sviluppo. Il latte non contiene ferro così come molti altri cibi. Tuttavia la maggior parte dei cibi in scatola per bimbi ne contengono una discreta quantità.

Dovete cominciare a dare l'uovo prendendo delle precauzioni, perché è uno dei cibi che può causare delle allergie, soprattutto se vi sono già dei casi di allergia in famiglia. La più comune forma di allergia è l'eczema, un fenomeno cutaneo che provoca delle macchie rosse sulla faccia e all'interno delle orecchie; queste macchie poi mettono delle croste e prudono, quindi diventano molto fastidiose.

Per diminuire i rischi di una allergia causata dall'uovo, dovete procedere con cautela. Nei primi mesi, fino all'età di un anno, date solo il tuorlo, che contiene il ferro, e non date il bianco che è la parte che può causare l'allergia. Potete dare il tuorlo sodo, dato che la cottura completa di qualsiasi cibo è consigliata perché rende i cibi più digeribili. Iniziate con dosi molto piccole; per esempio un quarto di cucchiaino e poi aumentate gradatamente.

Fate bollire un uovo per 20 minuti, scattate il bianco e schiacciate il rosso per ridurlo in poltiglia. A molti neonati non piace il sapore dell’uovo sodo, provate ad aggiungere un pizzico di sale o a mescolarlo con un  po’ di latte o con la verdura. Se il bambino continua a rifiutare questo cibo, lasciate stare l’uovo, almeno per il momento. Si comincia a dare il tuorlo  d'uovo verso i 5 o 6 mesi, ma alcuni dottori consigliano di aspettare fino agli 8 o 10 mesi, soprattutto se in famiglia vi è già un caso di allergia. Quando sara più grande, probabilmente prenderà un uovo alla coque. Talora si ritiene più sano non somministrare l'uovo intero semibollito, finché il bambino non ha almeno 10 mesi, per paura di suscitare fenomeni allergici. Quando iniziate con l`uovo intero, dovete di nuovo partire da dosi molto piccole, anche se il bambino prende già tutto il tuorlo senza disturbi. Quando aggiungete la carne alla dieta, servite l'uovo a colazione e alla sera.

La carne

Degli studi recenti hanno dimostrato che la carne fa bene ai bimbi e quindi ora molti medici consigliano di somministrarla molto presto; potete cominciare persino quando il vostro bimbo o la vostra bimba hanno 2 mesi, oppure più tardi se all'inizio sembra non la gradiscano. La carne che si dà ai bimbi deve essere macinata molto bene oppure frullata, così i bimbi che non hanno ancora denti possono mandarla giù facilmente.

Oppure potete comperare dei vasetti di omogeneizzati di carne preparati appositamente per la nutrizione dei bimbi. Qualsiasi tipo di carne va bene, solamente ricordatevi di non dare al bimbo il contenuto prendendolo direttamente dal vasetto, purché non lo usiate tutto in una sola volta, perché la saliva deteriora il cibo rapidamente.

Oppure potete preparare la carne voi stessi. Il modo più semplice per cuocere un pezzo di manzo o di vitello è di tagliarla in piccolissimi pezzetti fino a ridurla a polpa e far cuocere il tutto a bagnomaria fino a che non cambia colore. Se lo ritenete opportuno potete mescolare alla polpa ancora cruda un po' di acqua o di latte o entrambi per rendere la carne più soffice. Sarebbe opportuno utilizzare la carne rossa tenera lasciando da parte le fibre dure e bianche. Potete anche dare del fegato: mettete nell'acqua bollente e lasciatecelo fino a che non cambia colore, quindi passatelo attraverso un setaccio e raccogliete la polpa. Se volete dare il maiale, ricordatevi di cuocerlo a lungo. Oppure potete servirvi di uno stufato o del bollito che avete cucinato per gli altri componenti della famiglia e che macinerete, prima di darlo al vostro bimbo o alla vostra bimba.

Una volta che il bimbo o la bimba si sono abituati alla carne preparata nel modo appena descritto, potete cominciare a dare loro la carne cotta brevemente in padella e tritata da voi.

È meglio se la carne non è quella macinata che si trova dal macellaio, perché è una carne troppo maneggiata e che inoltre contiene più grasso e fibre dure. Una volta che il bimbo o la bimba si sono abituati al manzo tritato, potete cominciare ad aggiungere del pollo, vitello, maiale, agnello, fegato sempre accuratamente tritati o macinati. Ricordatevi che il maiale richiede una lunga cottura prima di darlo ai bimbi.

I pasti già pronti

Esiste una grande varietà di omogeneizzati già pronti in scatola o vasetto per bimbi. Consistono in genere di una bassa percentuale di carne, di una verdura e di un’alta percentuale di farina di patate, di riso o di orzo. Se li usate con altri cibi per un pasto, ricordatevi che sono da considerare principalmente degli amidi, più che della carne vera e propria. In caso si sviluppi un'allergia, questi cibi confondono un po' le idee, a meno che il bimbo non abbia già preso separatamente tutti gli ingredienti che li compongono.

I pasti a 6 mesi

All'età di 6 mesi, il bimbo o la bimba mangiano già probabilmente gli omogeneizzati ai cereali, il tuorlo d`uovo e diversi tipi di frutta, verdura e carne. Di solito si dà l'omogeneizzato ai cereali e il tuorlo d'uovo alla prima colazione, la verdura e la carne per pranzo, la frutta e di nuovo i cereali per cena. In proposito non esistono però regole assolute, tutto dipende da ciò che vi risulta più conveniente e dall'appetito del vostro bimbo o bimba. Per esempio, a dei bimbi che non sono gran mangioni potete dare la frutta e il tuorlo d'uovo a colazione, la carne e la verdura a pranzo, solo cereali a cena.

Se il bimbo o la bimba hanno tendenza alla stitichezza, potete dar loro le prugne ogni sera con i cereali, un altro frutto a colazione o a pranzo. Oppure potete decidere di dare la verdura e la carne a cena e i cereali e la frutta a pranzo.

Budini

La maggior parte dei budini, fatti con farina e zucchero, non sono indispensabili nella dieta dei piccini. Non la arricchiscono di nuovi elementi. La frutta costituisce un dessert molto migliore.

Invece i budini più adatti all'alimentazione dei bambini sono i budini di latte, latte e uova e latte e riso.

Gli altri amidi. Aggiungete le patate, se vostro figlio le preferisce e ne ha bisogno

Le patate contengono molti amidi e possono essere date tranquillamente a un bambino affamato, a colazione o al posto delle pappe a cena. Contengono anche una notevole quantità di ferro, di sali e di vitamina C, hanno cioè un alto valore nutritivo.

Le patate, cotte al forno o bollite, si possono introdurre nella dieta in qualsiasi momento durante il secondo semestre di vita. Un'occasione adatta è quando il bambino passa all'orario dei tre pasti giornalieri. Quando il pranzo è lontano cinque o sei ore dalla cena, lamido, che è il maggior componente delle patate, fornisce molta energia o calorie per tutto il pomeriggio.

Una parola di avvertimento circa le patate. È facile che i neonati chiudano la bocca e si ribellino alle patate più che a ogni altro cibo, probabilmente perché sono granulose o perché sono vischiose. Perciò schiacciatele molto fini, in principio, rendetele morbide mescolandole con molto latte e datele al bimbo in dosi molto piccole, finché non si sarà abituato. Non forzatelo se continua a tener chiusa la bocca; dimenticatele almeno per un mese e poi tentare di nuovo.

Se vostro figlio è piuttosto grasso e gradisce sempre a colazione verdura, frutta, tuorlo d'uovo e latte, trascurate le patate che non forniscono nulla di speciale alla dieta, se non un gran numero di calorie.

Talvolta sostituite le patate con spaghetti, maccheroni, pastina o riso; in principio tritateli fini.

L'aggiunta del pesce

Verso l'anno potete aggiungere il pesce alla dieta. Servite soltanto pesce bianco, che non contiene molto olio, come palombo, sogliola e merluzzo. Pesci grassi come gli sgombri sono facilmente indigesti. Il pesce può essere bollito, cotto ai ferri o arrostito, o cotto a bagnomaria.  Sostituitelo alla carne nella seconda colazione. Moltissimi bambini lo rifiutano; non cercate di forzarli.

Qualche cosa da mangiare con le mani

Verso i 6 o 7 mesi, i bimbi vogliono succhiare o masticare qualche cosa tenendolo in mano. Questo è un buon esercizio per loro e serve ad abituarli a mangiare con il cucchiaio più tardi, quando avranno un anno. Se provano prima con le mani, saranno poi più stimolati a provare con il cucchiaio. Vi consiglio di iniziare dando loro una crosta di pane duro oppure un biscotto verso i 6 o 7 mesi.

I bimbi lo succhiano e lo masticano con le gengive e questo farà anche loro piacere se è il periodo in cui spuntano i primi dentini. Man mano che il biscotto si inumidisce con la saliva, parte sarà facilmente inghiottito e questo fatto dà una grande soddisfazione ai bimbi, che ne ricavano l'impressione di giungere a qualche risultato dopo tutta questa fatica. Non vi arrabbiate però se la gran parte del biscotto finirà sulla faccia, sui capelli, sulle mani dei bimbi e, naturalmente, per terra.

Verso i 9 mesi non avrete più bisogno di tritare a purè i fagiolini e le carote, perché i bimbi preferiranno prendere dei pezzettini di queste verdure e anche di carne e metterseli in bocca loro stessi. Saranno anche in grado di masticare una fettina di mela o di pera cruda.

Di solito i bimbi mettono il loro primo dentino verso i 7 mesi e verso i 12 mesi hanno già dai 4 ai 6 dentini aguzzi. I molari invece non spunteranno prima dei 16 mesi, quindi prima di quell'epoca non dovete pretendere che siano capaci di masticare bene i cibi.

Cibi spezzettati a un anno

Fra i 7 e i 12 mesi vorrete abituare il bambino ai cibi spezzettati o tritati. Se egli continua fin dopo l'anno a non mangiare altro che cibi semiliquidi, sarà sempre più difficile operare il cambiamento. È diffuso il pregiudizio che il bambino non possa masticare i bocconi finché non possiede una bella sfilata di denti. Non è per niente vero: egli può masticare pezzetti di verdura cotta e di frutta o pezzetti di biscotto con le gengive e con la lingua.

Due cose sono importanti nel passaggio ai cibi tritati. Fate il cambiamento a poco a poco. Quando servite la prima volta una verdura tritata, schiacciatela bene con la forchetta; non mettetene troppa in bocca al bimbo in una volta sola. Quando si è abituato a questa consistenza, schiacciate la verdura sempre meno. L'altro sistema per abituarlo ai pezzetti è di permettergli di prendere con le dita un pezzetto di carota, per esempio, e di metterlo in bocca da solo. Ciò che il bambino non può sopportare è di sentirsi infilare in bocca una gran cucchiaiata di pezzetti quando non è abituato.    

Cominciate ad abituare il vostro bimbo o bimba ai cibi spezzettati o tritati verso i 9 mesi. Potete dar loro la verdura bollita e la frutta passata che preparate per il resto della famiglia. Non è necessario che facciate a pezzettini tutto il cibo, l'importante è che ogni giorno i bambini ne mangino qualche pezzo e così si abituino gradualmente. È opportuno continuare a tritarla la carne sottile, perché facilmente o la rifiutano non riuscendo a masticarla bene, o la tengono in bocca a lungo senza deglutirla. Non ficcate loro in bocca un pezzetto grosso forzandolo, perché con questo sistema finiranno col perder l'appetito e detestare la carne.

La dieta alla fine del primo anno

Nel caso che siate confusa da tutti gli alimenti che sono stati aggiunti alla dieta, ecco un elenco approssimativo di ciò che i bambini di solito mangiano verso la fine del primo anno.

Prima colazione:

  • omogeneizzati (o liofilizzati) ai cereali, meglio se quelli di farina scura;
  • uovo (intero, alla coque, cioè non sodo;
  • pane e latte.

Pranzo:

  • verdura (verde o gialla, a pezzettini),
  • patate (o spaghetti, ecc.),
  • carne o pesce,
  • frutta, latte.

Cena:

  • cereali,
  • frutta,
  •   latte.

Oppure potrebbe avere il suo pasto principale a cena con la famiglia.

Invece per colazione amidi, come minestrine di carne con riso o pastina, o patate, o cereali, o budino; poi un frutto o verdura.

Il succo di frutta (compreso quello d'arancia) si dà nell'intervallo fra i pasti o durante i pasti.

Biscotti, pane (meglio integrale), cracker, si possono dare ai pasti o nell`intervallo, con un po' di burro o di margarina.

Un semplice budino può sostituire una porzione di frutta. La frutta va cotta, tranne la banana, la mela e la pera grattugiata.