L’educazione sessuale comincia presto, lo vogliate o no

È diffusa l’opinione che educazione sessuale significhi una lezione a scuola o un discorso solenne fatto dai genitori a casa. Questo significa avere una visione veramente limitata sull’argomento. Un bambino impara “i fatti della vita” durante tutta l’infanzia, in modo corretto o sbagliato. Il problema del sesso è assai più vasto del semplice problema di come si fanno i bambini. Comprende i rapporti a livello umano fra uomo e donna e di quali sono i loro rispettivi ruoli nel mondo. Di seguito alcuni esempi “amplificati”.

  • Supponiamo che un ragazzo abbia un padre che è sgarbato e violento verso la madre. Non potete educare il ragazzo con una lezione a scuola, raccontandogli che il matrimonio è una relazione di reciproco amore e rispetto. La sua esperienza gli parla diversamente. Quando viene a conoscere il lato fisico dei rapporti fra uomo e donna da un’insegnante o dai compagni, lo adatterà al quadro che si è fatto dell’uomo: cioè, di un essere villano nei confronti della donna.
  • Oppure prendete l’esempio di una ragazza che cresce sentendosi non desiderata, perché crede che i genitori preferiscano il fratello minore. Ella finirà col provare risentimento verso gli uomini, perché crede che questi abbiano tutti i vantaggi e che le donne siano sempre le vittime. Non importa quanti libri le darete o quanti discorsi le farete, riguardanti il sesso e il matrimonio. Tutto ciò che sente o prova, lo adatterà allo schema che si è fissata in mente: l’uomo è in vantaggio sulla donna. Anche se si sposa, non si adatterà al matrimonio.

Così un ragazzo incomincia la sua educazione sessuale appena è in grado di capire se padre e madre vanno d’accordo in generale fra loro, e quali sono i loro sentimenti verso i figli e le figlie.