L’educazione dei figli: alcune idee errate

Negli ultimi cinquant'anni sono stati dedicati alla psicologia infantile moltissimi studi da parte di Pedagogista, Psicanalisti, Neuropsichiatri infantili, psicologi, Psichiatri e altri professionisti. I giornali li hanno pubblicati e abbiamo così imparato una quantità di cose:

  • che i bambini hanno bisogno soprattutto dell'affetto dei genitori;
  • che molti ragazzi affetti da disturbi del comportamento (specifico) hanno sofferto di mancanza di affetto e non di mancanza di punizioni;
  • che essi desiderano apprendere, se l’insegnamento è alla loro portata e gli insegnanti sono ben preparati;
  • che la gelosia tra fratelli e l’irritazione occasionale verso i genitori sono sentimenti naturali di cui non ci si deve vergognare;
  • che è normale che il bambino si interessi a taluni aspetti sessuali;
  • che i pensieri inconsci sono altrettanto importanti quanto quelli consci;
  • che ogni bambino è un individuo e va trattato come tale.

Queste affermazioni sono note a tutti oggi, ma a suo tempo lasciarono perplessi, in quanto molte di esse andavano contro convinzioni ben radicate. I genitori più equilibrati, che hanno avuto un’infanzia felice, sono rimasti poco sorpresi; le nuove idee li hanno interessati, sì, ma quando si è trattato di educare i propri figli lo hanno fatto seguendo i principi secondo i quali loro stessi erano stati cresciuti. E il risultato è stato ottimo.

I genitori che sono stati più sconvolti da queste nuove idee sono di solito quelli che hanno avuto rapporti difficili con i propri genitori e ne hanno tratto risentimenti e senso di colpevolezza. Essi vogliono quindi evitare che i loro figli crescano allo stesso modo: hanno accolto le nuove teorie portandole alle estreme conseguenze e interpretandole in modo errato, per esempio, la teoria che l'amore è l'unica cosa di cui i bambini hanno bisogno, che non sono nati per ubbidire, che a loro è concesso avere sentimenti aggressivi verso i genitori e verso gli altri, che qualsiasi cosa succeda è sempre colpa dei genitori, che questi non devono né arrabbiarsi né punirli, quando si comportano male, ma amarli ancora di più. Tutte queste idee sbagliate si rivelano inattuabili nella vita di tutti i giorni, soprattutto se portate all'estremo, perché incoraggiano i bambini a diventare esigenti e antipatici. Come conseguenza essi finiranno poi per sentirsi colpevoli a causa del loro comportamento. I genitori, per seguire le loro idee, si sentiranno in dovere di agire con una pazienza sovrumana quando i loro figli si comportano male. Ci riusciranno per un po', ma alla fine esploderanno e questo li farà sentire sconvolti e colpevoli; il risultato sarà che i figli si comporteranno ancora peggio.

Anche genitori molto gentili e educati permettono ai figli di essere antipatici e noiosi con tutti; pare quasi che non si accorgano di ciò che accade. Alcune situazioni rivelano che questi genitori furono sempre costretti, da bambini, a essere troppo buoni e a sopportare il proprio naturale risentimento; ora, con la scusa di seguire le teorie più moderne in tema di educazione, traggono un piacere sottile nel permettere che i figli lascino prorompere tutta la cattiveria che essi dovettero chiudere dentro di sé.