SEVERITÀ O PERMISSIVITÀ? Per molti genitori è un grosso problema

La gran parte di essi trova assai presto la soluzione più adatta, mentre per alcuni resta sempre un problema, per quanta esperienza essi abbiano. Essere severi o permissivi non è il vero problema. Genitori che amano i loro figli e che non hanno paura di mostrare un polso fermo quando è necessario, possono ottenere dei buoni risultati sia con una moderata severità che con una limitata permissività. Invece, una severità che deriva da sentimenti di ostilità o un atteggiamento permissivo dettato da insicurezza e indecisione possono entrambi portare a cattivi risultati. Il vero problema sta nell’ atteggiamento dei genitori verso i loro figli e nella conseguente reazione dei figli a tale atteggiamento.

Vi sono stati dei grandi cambiamenti

È difficile avere un'idea chiara su questo particolare argomento senza esaminare l'evoluzione storica del significato di severità, che ha assunto valori diversi da un'epoca all'altra.

L'epoca vittoriana era, per esempio, severa per quel che riguardava le buone maniere e la pudicizia. Nel ventesimo secolo, specialmente dopo la prima guerra mondiale, si verificò una reazione a questo tipo di severità e parecchie ne furono le cause. I grandi pionieri della ricerca pedagogica in America, gente come John Dewey e William Kilpatrick, dimostrarono che i bambini imparano meglio e più velocemente se si adotta un metodo di insegnamento che lasci modo all’individuo di svilupparsi secondo le sue doti personali e la sua capacità di apprendimento e che tutti i bambini sono desiderosi di imparare se la materia è adatta alle loro capacità. Freud e i suoi seguaci dimostrarono che una rigida educazione alla pulizia o le minacce nella sfera sessuale possono alterare la personalità e condurre alla nevrosi.

Gli studi sui delinquenti e i criminali rivelarono che molti di questi avevano sofferto più per la mancanza di affetto nella prima infanzia che per mancanza di punizioni. Queste scoperte incoraggiarono una mitigazione nella disciplina infantile e un maggiore sforzo per dare ai bambini ciò che era loro necessario come individui. I pediatri Aldrich, Powers e Gesell introdussero un punto di vista analogo circa l'assistenza medica ai neonati. Tuttavia, perciò che riguarda il problema dell'alimentazione infantile, i medici rimasero inflessibili fin verso il 1950, nel timore che irregolarità di orari e di quantità potessero portare a gravi forme diarroiche, causa frequente di morte nell'infanzia. In seguito gli esperimenti di autoregolazione del dottor Preston McLendon e di Frances P. Simsarian, pubblicati nel 1942, convinsero i medici che quasi tutti i bambini possono scegliere i propri orari e star bene.

Da allora vi è stato un rapido cambiamento in questo campo, cambiamento accettato dalla maggioranza dei medici, e infatti oggi, la  maggior parte dei bambini americani vengono allevati seguendo orari più o meno flessibili. I dottori, che un tempo ammonivano scrupolosamente i genitori a non viziare i loro bambini, li incoraggiano oggi a soddisfare le loro necessità non solo per quel che riguarda il cibo, ma soprattutto per quel che riguarda il bisogno di affetto e di sicurezza. Queste scoperte e questi cambiamenti di atteggiamento e di metodo nei principi educativi hanno giovato sia ai bambini sia ai genitori e come risultato, vi sono oggi meno genitori tesi e preoccupati e più persone felici.

Non è facile tuttavia, in una civiltà come la nostra, passare attraverso una simile evoluzione filosofica, quasi una rivoluzione, senza che nella mente dei genitori sorgano dubbi, o che essi non si sentano a volte del tutto sconcertati. Uno dei canoni basilari della natura umana è di allevare i figli con gli stessi principi con i quali fummo allevati noi.

È facile imparare e accettare idee nuove per quel che riguarda le vitamine e le vaccinazioni, ma se la vostra educazione e stata in gran parte improntata sull'ubbidienza, sulle buone maniere, sulla paura del sesso e sull'importanza della sincerità, e naturale, anzi inevitabile, che questi principi siano molto importunanti per voi e che vi influenzino inconsciamente nell'educazione dei vostri figli.

Potete anche aver cambiato le vostre idee in seguito a quello che avete letto, sentito o studiato, ma quando il vostro bimbo o la vostra bimba fanno qualche cosa che sarebbe stato considerato sbagliato quando voi eravate bambini, scoprirete molto probabilmente che diventate più tesi, più ansiosi e arrabbiati di quanto non lo supponevate possibile. Non vi è nulla di cui vergognarsi in tutto ciò, questo è il modo in cui madre natura si aspetta che gli esseri umani imparino a allevare i loro figli: attraverso la loro stessa infanzia. È così che diverse civiltà sono riuscite a consolidarsi e a far progredire i propri ideali di generazione in generazione.

La ragione per la quale la maggior parte dei genitori sono stati capaci di educare bene i loro figli in questi ultimi cinquant’ anni, nonostante i cambiamenti dei principi educativi, è principalmente dovuta al fatto che loro stessi erano stati educati abbastanza bene, secondo sani principi e che quindi non avevano timore di educare i loro figli nello stesso modo e soprattutto non seguivano nessuna nuova teoria alla lettera. Quando i medici consigliavano regolarità negli orari, i genitori sicuri di sé la seguivano in linea generale (e molti bambini vi si sono perfettamente adeguati), ma non avevano paura di fare ogni tanto eccezioni se il bambino o la bambina aveva molta fame prima dell'orario, semplicemente perché sentivano che tutto ciò era giusto e normale e quando i medici, in tempi recenti, hanno sostenuto l'elasticità, questi genitori non l'hanno portata agli estremi.

Non permettono che un bimbo sonnolento ma ostinato si rifiuti di andare a letto, perche sanno molto bene (sovente proprio per la loro esperienza) che l'ora di andare a letto è l'ora di andare a letto e che le teorie sull’elasticità non hanno proprio niente a che fare in questo caso.