Il gioco è una cosa seria

Quando vediamo bambini che costruiscono case con i dadi di legno, che giocano con gli aeroplani, che imparano a saltare alla corda, siamo propensi a credere, nella nostra mente confusa di adulti, che questi siano soltanto divertimenti del tutto diversi dalle occupazioni serie, come andare a scuola, fare i compiti o andare al lavoro.

Il neonato che si passa un sonaglio da una mano all'altra o che impara a scendere i gradini con le mani e con i piedi, il bimbo che spinge un pezzo di legno lungo una fessura del pavimento, giocando al treno, LAVORANO SODO ED IMPARANO A STARE AL MONDO. Si addestrano ad un futuro lavoro proficuo, proprio come lo studente di liceo studia la geometria. Il bambino ama il suo gioco non perché sia facile, ma proprio perché è difficile. Ora per ora, giorno per giorno, egli si sforza di superare compiti sempre più ardui e di fare tutto ciò che i ragazzi più grandi e gli adulti compiono.

I genitori di un bambino di un anno si lamentano che egli si stanca presto dei dadi di legno e che vuole soltanto mettere insieme pentole e tegami. La ragione è che egli sa già che i genitori giocano con le pentole e con i tegami e non con i dadi. Ciò rende più divertenti i tegami e le pentole. È proprio questo il motivo per cui i bambini di un anno rimangono affascinati dagli oggetti che utilizzano i loro genitori.