La generosità non si può forzare

Quando i bambini incominciano a giocare fra loro, ad un anno e mezzo, due anni e due anni e mezzo, è facile che si strappino gli oggetti l'uno con l'altro senza molte cerimonie. Il bambino piccolo che ha un giocattolo non vi rinuncia mai per essere gentile. O si aggrappa all’oggetto come se fosse questione di vita o di morte, magari picchiando l’aggressore, oppure vi rinunzia molto a malincuore. I genitori, quando vedono queste cose, inorridiscono.

Se vostra figlia, verso i 2 anni, sembra quella che arraffa sempre, non significa che diventerà una prepotente. È troppo piccola per provare qualche sentimento per gli altri. Lasciate che afferri pure. Se lo fa continuamente, sarà utile lasciarla giocare con bambini più grandi di lei, i quali sapranno difendere i loro diritti. Se tormenta sempre un dato bambino, meglio tenerla lontano dalla vittima per un po' di tempo. Se vostra figlia picchia un compagno o lo guarda come se meditasse una strage, tiratela via in modo deciso e interessatela a qualche altro gioco. È meglio non attirare su di lei la vergogna: ciò servirebbe soltanto a darle un senso di abbandono e quindi di renderla più aggressiva.

Se un bambino continua ad essere troppo aggressivo quando ha 3 anni o più, e sembra che non impari nulla dal gioco in collaborazione, è il momento di prendere in esame il suo adattamento in casa. È in questi primi e meno gravi problemi (nel caso in cui dovessero persistere) che un buono specialista (Terapista della Neuro e Psicomotricità dell’Età Evolutiva, brevemente chiamato Neuropsicomotricista) può aiutare genitori e bambini ad adottare le giuste strategie per controllare e risolvere le inadeguate manifestazioni.

Se vostra figlia a due anni non rinuncia a ciò che è suo, si comporta normalmente per la sua età. Giungerà alla generosità gradatamente, quando la sua mente si svilupperà e imparerà a divertirsi con gli altri bambini e ad amarli. Se la costringete a cedere il suo adorato carrettino ogni volta che un altro bambino lo desidera, le darete soltanto la sensazione che tutto il mondo sia d’accordo per portarle via le sue cose: non soltanto i bambini, ma anche gli adulti. Ciò la renderà ancora più possessiva. Quando una bimba raggiunge la fase in cui comincia a divertirsi a giocare con gli altri, verso i tre anni, potete aiutarla a rendere un gioco anche la suddivisione e quindi a rispettare i turni: “Prima tocca a Nino tirare il carretto e Caterina vi monta sopra. Poi Caterina tirerà il carretto e tocca a Nino montarvi sopra.”. Ciò renderà la compartecipazione e quindi la cooperazione, un divertimento, invece di un dovere spiacevole.