Motricità e Parto

Negli ultimi giorni di gestazione il feto assume una posizione capovolta ed è pronto per nascere. Anche in quest’ultima fase il feto attiva una serie di movimenti che, in associazione a quelli materni, renderanno possibile il fenomeno del parto. Tale processo si svolge in sei tempi:
  1. riduzione e impegno della parte presentata;
  2. progressione;
  3. rotazione interna;
  4. disimpegno della parte presentata;
  5. rotazione esterna o restituzione;
  6. espulsioni delle restanti parti fetali.

Riduzione e impegno della parte presentata. La riduzione della parte presentata è il fenomeno per il quale il feto adatta i suoi diametri a quelli dell’ingresso pelvico. Tale adattamento avviene in parte per riduzione diretta, in parte per riduzione indiretta9. Si

intende, invece, per impegno, il passaggio della maggiore circonferenza della parte presentata nell’ingresso pelvico. La riduzione avviene con un meccanismo quasi esclusivamente indiretto, nel senso che l’atteggiamento di moderata flessione si trasforma, per effetto della forza, in un atteggiamento di flessione accentuata, sostituendo così il diametro sotto-occipito-bregmatico (9,5 cm) al diametro occipito-frontale (11-11,5 cm). Tale flessione si verifica sostanzialmente perché la base cranica, con l’impianto della colonna vertebrale, può essere considerata come una leva, il cui braccio più breve è esteso dai condili occipitali alla protuberanza occipitale, mentre il braccio più lungo è esteso dai condili occipitali alle bozze frontali.

flessione-della-testa-fetaleLa flessione della testa fetale provoca la sostituzione del diametro fronto - occipitale con il diametro sotto – occipito -  bregmatico.

 

Quando la testa incontra le forze di resistenza, il punto di applicazione della forza espulsiva (articolazione occipito-atlantoidea)    diventa   il  fulcro  della   leva,  mentre  le  forze  di resistenza si applicano alle estremità del braccio vertebro-frontale e del braccio vertebro-occipitale. Per le leggi della meccanica prevale l’azione della forza di resistenza applicata sul braccio più lungo; di conseguenza l’estremità del braccio vertebro-frontale si innalza e la testa si flette.

Progressione. La progressione è il tempo nel quale la parte presentata avanza lungo il canale del parto sotto l’azione della forza. Nel corso della progressione le pareti uterine si addossano sempre più al tronco fetale facendo sì che esso assuma nel suo insieme la forma di un ovoide. L’addossamento delle pareti uterine al tronco fetale provoca anche un raddrizzamento della colonna vertebrale del feto senza alterare l’orientamento della testa nei rapporti col bacino. Il movimento di progressione lineare si arresta quando l’occipite raggiunge il pavimento pelvico.

Rotazione-internaRotazione interna. La rotazione interna è il tempo nel quale il feto viene sollecitato a disporre il suo diametro più lungo nella stessa direzione del diametro antero-posteriore del canale del parto. Tale fenomeno è la conseguenza della regola secondo cui un corpo mobile, che debba transitare attraverso un canale, tende a disporsi lungo le linee di minor resistenza. Per fare ciò il feto deve progredire ruotando con un movimento a spirale. La rotazione del feto porta la nuca a contatto della sinfisi pubica e permette al feto di superare agevolmente il ginocchio del canale del parto: infatti la flessione della testa sul tronco si realizza con uno sforzo minore proprio per mezzo di una estensione dell’articolazione occipito – atlantoidea e delle articolazioni intervertebrali del tratto cervicale della colonna.

 

A) sezione frontale. B) sez. sagittale; inizio della progressione e della rotazione interna. C) la rotazione interna è quasi completata. D) movimento di deflessione della testa all’atto del suo disimpegno.

 

Disimpegno della parte presentata. E’ il tempo in cui la parte presentata, sotto l’azione della forza, esce al di fuori del canale del parto. A questo punto l’occipite ha preso contatto con la sinfisi   pubica   e   la   testa  è  sollecitata  a   estendersi   facendo

scivolare prima il bregma, poi la fronte, il naso e infine il mento del feto. A questo punto il disimpegno può essere considerato espletato.

Rotazione esterna o restituzione. La rotazione esterna è il tempo nel quale la parte presentata, già espulsa, compie una rotazione in direzione contraria al movimento che essa aveva compiuto nel tempo della rotazione interna. La rotazione esterna della testa è la conseguenza di un movimento di rotazione interna compiuto dalle spalle che ancora si trovano nel canale del parto.

Espulsione totale del feto. Questo è l’ultimo tempo del processo di fuoriuscita del feto dal canale del parto e nel corso di esso viene espulso all’esterno tutto il corpo fetale. Avvenuta la restituzione e continuando l’azione della forza, si impegna sotto la sinfisi pubica la spalla destra; contemporaneamente il tronco subisce una flessione laterale la quale fa scivolare al di sopra del perineo la spalla sinistra. Segue rapidamente l’espulsione del torace, dell’addome e degli arti inferiori.

 


9 la riduzione diretta consiste nell’accorciamento di un diametro come conseguenza della compressione esercitata, sulla parte presentata, dal cingolo pelvico. Tale riduzione è assoluta quando l’accorciamento di un diametro non è compensato dall’allungamento di un altro diametro; è relativa quando invece vi è tale allungamento compensatorio. La riduzione indiretta consiste nella sostituzione di un diametro meno favorevole con un diametro più favorevole mediante modifiche dell’atteggiamento della parte presentata.