Come rendere reale e interessante lo studio a scuola

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Se cominciate con una dimostrazione che è reale e interessante, potete servirvi di essa per insegnare ogni genere di argomento. 

Prendiamo il caso di una terza in cui lo studio dell’anno è concentrato sugli indiani. Più cose i bambini scoprono sugli indiani, più ne vogliono sapere. Il libro di lettura è una storia degli indiani, ed essi vogliono sapere che cosa dice. Per l’aritmetica studiano il modo di contare degli indiani e che cosa usavano per moneta. Allora l’aritmetica non è un argomento arido, ma una parte utile della vita. La geografia non è un punto sul mappamondo. È, dove vivevano e viaggiavano gli indiani, e insegna come la vita sugli altipiani è diversa da quella nella foresta. Nello studio della scienza i ragazzi fanno una tintura dalle bacche e tingono la stoffa, oppure coltivano il grano. Sanno costruire archi e frecce e ornamenti indiani.

La “scuola aperta” significa che in un’aula si svolgono parecchie attività allo stesso tempo e che ogni bambino è libero di partecipare a quella che lo attira di più in quel momento. Questo modo di insegnare può sembrare veramente troppo elastico e di conseguenza non abbastanza efficace ai genitori che sono abituati a una scuola di tipo tradizionale. Questo metodo, invece, è stato largamente usato in Inghilterra e negli Stati Uniti e dà buoni risultati, se condotto da insegnanti preparati e competenti; consente anche di tenere la disciplina in aula. Ogni bambino avrà occasione di interessarsi a tutti gli argomenti di studio e farà progressi. Il grande vantaggio è che i bambini, invece di sviluppare un atteggiamento tipico della nostra generazione, cioè quello di aspettare che l’insegnante dica loro cosa fare e come, prendono l’iniziativa di imparare e di studiare secondo le loro capacità. Grazie a ciò essi hanno sempre una gioiosa e positiva sensazione di scoperta nei confronti dello studio e saranno loro stessi a cercare l’aiuto dell’insegnante se penseranno di averne bisogno.

I genitori talora non si fidano se lo studio è troppo interessante, perché pensano che un bambino, prima di tutto, debba imparare a fare ciò che è spiacevole e difficile. Ma, se pensate un momento alle persone di vostra conoscenza che sono eccezionalmente brillanti nel lavoro, vedrete che nella maggior parte dei casi sono quelle che amano il proprio lavoro. In ogni lavoro c’è molto da sgobbare, ma voi faticate perché vedete il rapporto tra la fatica e il lato attraente del lavoro. Darwin era un pessimo studente in tutte la materie a scuola. Ma, più tardi s’interessò alla storia naturale, eseguì uno dei più diligenti lavori di ricerca che il mondo abbia mai visto ed elaborò la teoria dell’evoluzione. Uno studente di ginnasio può non provare alcun interesse nella geometria, odiarla e avere brutti voti in questa materia. Ma, se vuole diventare ufficiale di rotta in aviazione e vede a che cosa serve la geometria e capisce che può salvare la vita dell’intero equipaggio, la studierà con passione. I buoni insegnanti sanno che ogni bambino ha bisogno di sviluppare un’autodisciplina per diventare un adulto utile. Ma, hanno imparato che non si può imporre la disciplina dall’esterno come un paio di manette; è qualcosa che il bambino deve sviluppare dentro di sé, come la spina dorsale, prima di tutto comprendendo lo scopo del suo studio e sentendo un senso di responsabilità verso gli altri nel proprio modo di agire.