La democrazia forma la disciplina anche a scuola

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Un’altra cosa che una buona scuola deve insegnare è la democrazia, non soltanto come frase patriottica, ma come modo di vivere e di fare le cose. Un buon insegnante sa di non poter insegnare la democrazia sui libri, se agisce come un dittatore. Incoraggia gli alunni a decidere sul modo di affrontare certi progetti e le difficoltà che più avanti incontreranno, li lascia stabilire da soli chi deve fare una parte del lavoro e chi l’altra. Così essi imparano a stimarsi fra loro. Così imparano a fare le cose, non soltanto a scuola, ma anche nel mondo esterno.

Le esperienze fatte hanno dimostrato che i bambini cha hanno un insegnante che dice loro che cosa devono fare a ogni passo, faranno un buon lavoro finché l’insegnante è presente. Ma, quando si allontana, molti smettono di lavorare e si mostrano poco pratici e flessibili. Credono che le lezioni siano responsabilità dell’insegnante, non loro, e che una volta soli abbiano l’occasione di essere se stessi.

L’esperienza dimostra che i bambini che hanno aiutato a scegliere e a progettare il proprio lavoro e hanno collaborato insieme per realizzarlo, lavoreranno quasi altrettanto bene quando l’insegnante esce dalla stanza. Perchè?

Essi conoscono lo scopo del lavoro che stanno facendo e le fasi necessarie per eseguirlo. Sentono che il lavoro è loro e non dell’insegnante. Ciascuno vuol fare la sua parte, perché si sente orgoglioso di essere un membro rispettato del gruppo e sente un senso di responsabilità verso gli altri.

Questo è il tipo più alto di disciplina. Questo tirocinio, questo spirito è quello che forma i migliori cittadini e i più abili lavoratori.