La storia degli asili

Gli asili esistono fin dal 1800: i bambini, dal giorno della nascita fino ai sei anni, vi venivano tenuti e sorvegliati, mentre le loro madri erano costrette a lavorare perché i loro mariti erano morti o le avevano abbandonate. In generale il personale non era preparato e il numero di bambini affidato a ogni individuo poteva essere illimitato. Molti bambini soffrivano di svantaggi legati al loro sviluppo intellettuale, emotivo e fisico perché avevano ricevuto ben poca attenzione e affetto dal personale di questi asili; di conseguenza gli asili si fecero una ben triste reputazione. Tuttavia parte della colpa di questi handicap infantili era senz’altro dovuta al fatto che questi bimbi provenivano da famiglie già sfasciate.

Questo tipo di asili, chiaramente opere assistenziali, sono ormai quasi completamente scomparsi. Alcuni di essi, col passar del tempo, presero del personale specializzato, trasformarono i loro scopi e divennero asili nido e scuole materne. Tuttavia esistono ancora oggi degli asili, non ufficialmente autorizzati, diretti da gente non preparata sui problemi e sui bisogni dei bimbi e che agiscono solamente a scopo di lucro.

Le scuole Montessori

Maria Montessori, un medico italiano, fu colpita dall’entusiasmo con cui i bambini in età prescolare imparavano a fare molti “giochetti” se forniti dell’attrezzatura necessaria. Eravamo nella seconda metà dell’Ottocento. Dopo parecchi anni di esperimenti, essa inventò un gran numero di oggetti che richiedevano, in modo graduale, una sempre maggior abilità e maturità per adoperarli: per esempio, dei cartoncini colorati da accoppiare a seconda del colore, cubi di varie misure da mettere in ordine a seconda della loro grandezza, due pezzi di stoffa con occhielli da legare insieme, nastri da annodare a farfalla, eccetera. Dopo che il bimbo o la bimba era riuscita a portare a termine un “giochino” gliene veniva dato un altro che richiedeva una maggiore abilità. In 2 o 3 anni, i bimbi che avessero cominciato all’età di due o tre anni, avrebbero potuto acquisire, sempre procedendo per gradi, i primi rudimenti della lettura, dello scrivere e dell’aritmetica. Ogni bambino doveva lavorare da solo e fare dei progressi a seconda delle sue capacità. Nel metodo Montessori non si dava però alcuna importanza ai rapporti dei bambini fra di loro e al gioco in quanto attività spontanea e creativa.

Vi erano migliaia di scuole Montessori in America all’inizio del secolo scorso, le quali furono soppiantate negli anni venti e trenta da un altro movimento in favore delle scuole materne.

Il metodo Montessori, che metteva l’accento sull’apprendimento di determinate strutture, dalle più semplici fino al leggere e allo scrivere, fu reintrodotto in America negli anni cinquanta. Questo avvenne in seguito ad una smania assai diffusa di far iniziare la scuola molto presto, così che i bambini potessero avanzare molto rapidamente. Probabilmente, questa smania altro non fosse che una nevrosi dovuta all’inaspettato successo dell’Unione Sovietica nel lanciare le due prime navicelle spaziali, molto prima che gli Stati Uniti fossero in grado di farlo.

La scuola materna americana

L’idea di questa scuola materna americana si sviluppò agli inizi del 900; lo scopo principale non era quello di sorvegliare i bambini di madri che lavoravano e neppure quello di preparare i bambini alle materie più importanti che avrebbero studiato poi alle elementari. Lo scopo era, invece, quello di fornire a bambini di 3 o 4 anni, per mezza giornata o meno e sotto la guida di personale specializzato, un insieme di esperienze varie e interessanti. Queste li avrebbe aiutati a svilupparsi sotto tutti i punti di vista e a renderli sensibili, competenti e creativi: danza, musica, pittura su tela seguendo le proprie ispirazioni, pittura con le dita, scultura con la creta e costruzioni fatte di cubi. I bambini avrebbero così assorbito a poco a poco le esperienze della vita e si sarebbero preparati all’età adulta, prendendosi cura delle bambole e ripetendo nei loro gesti i problemi della famiglia, dei genitori e di loro stessi.